A CORSO D’ITALIA C’ERA UNA VOLTA LA GELATERIA FASSI

Al-Caffè-Fassi-02Roma, Corso d’Italia numero 45. Si trovava qui il Caffè Fassi, della signora Annunziata Fassi, che è stato a lungo, nel ventesimo secolo, punto di riferimento e ritrovo per artisti e pittori, e altresì per gli amanti del liberty e degli scacchi, del gelato e del caffè. Questo fin dalla sua inaugurazione, che avvenne nel 1933 al piano terreno della Villa Calderai (di proprietà dei principi Torlonia), a Al-Caffè-Fassi-09fianco di dove oggi è la “Rinascente” di Piazza Fiume. Annunziata era la figlia di una intraprendente ragazza palermitana (Giuseppina) e di un cuneese di Saluzzo (Giacomo). Loro erano venuti a vivere a Roma intorno al 1876 e nel 1880 ebbero l’intuizione di aprire in via IV Novembre un punto vendita di birra e ghiaccio. La salita di via IV Novembre, snodo di passaggio obbligato per le carrozze in transito Al-Caffè-Fassi-10fra Viminale, Esquilino e Quirinale, zone di notevole espansione all’epoca, era l’ideale per il successo di un’attività commerciale come quella. Secondo lo storico R. Bartoloni (autore de: “I 130 anni di casa Fassi”, Roma 2010) quell’esercizio dei coniugi Fassi doveva trovarsi precisamente al civico 155, d’angolo con la via delle Tre Cannelle. Il ghiaccio dei Fassi, venduto in colonne o tritato a fare le famose “grattachecche” romane, riempì una bella pagina di storia cittadina quotidiana. Il fratello di Annunziata, Giovanni, era divenuto, alla morte di papà Giacomo (1902), un personaggio assai noto: era il gelatiere della casa reale e dell’aristocrazia. Il sorbetto-gelato (in seguito soltanto “gelato”), nato da un felice e non del tutto casuale connubio Piemonte/Sicilia, aveva conquistato Roma! Continue reading

QUANDO CHRISTO IMPACCHETTÒ LE MURA AURELIANE

christoStupore, anzi meraviglia. Si può racchiudere così l’effetto provocato dalla monumentale opera di Christo – la star internazionale morta domenica 31 a New York, all’età di 84 anni – , concepita all’inizio del 1974 a Roma: con un intervento complesso, entrato ormai nell’immaginario collettivo, l’artista impacchettò letteralmente Porta Pinciana mediante un sofisticato sistema di enormi teloni e corde arancioni. L’opera provocò così reazioni di entusiasmo da parte dei cittadini, invitati a partecipare con il proprio sguardo a un gesto rivoluzionario. Emerge tutto questo dalle immagini dei vari reporter che si rintracciano anche sul web. Continue reading

PIAZZA FIUME, INIZI NOVECENTO

Una vecchia cartolina di piazza Fiume. I pedoni la fanno da padrone, la Rinascente dovrà aspettare ancora mezzo secolo e un po’ di più il sottopasso del Muro Torto. Dietro la casina liberty, a destra, si vede Villa Calderai, trasformata poi in gelateria Fassi, e a sinistra una palazzina che negli anni Sessanta ha ceduto il posto a una costruzione moderna. (fonte: Roma Sparita)

VA IN PENSIONE LA DIRETTRICE DELLA GALLERIA BORGHESE

COLIVADonna bella e altera come un idolo, sempre impeccabilmente elegante, studiosa di lungo corso ma anche protagonista immancabile (e instancabile) di eventi mondani piccoli e grandi. Amata e odiata, come si addice a un personaggio. E come ogni vero personaggio capace anche di alimentare intorno a sé leggende. Non sempre benevoli. Soprannome diffuso tra appassionati d’arte e addetti ai lavori: La divina. Ma all’anagrafe lei è Anna Coliva, di professione direttore della Galleria Borghese, uno dei più importanti musei del mondo, lì dove il suo scettro ha regnato ininterrottamente per 26 anni (prima, dal 1994, come ispettore, poi, dal 2005, come capo supremo). Fino a un imprecisato giorno di questa settimana, quando — dopo un ultimo giro d’ispezione e uno sguardo agli amati capolavori — Lady Coliva entrerà ufficialmente in pensione. Continue reading

PURE BEBE VIO ALLA FESTA DEL MAXXI CON 100 OSPITI VIP

bebe vioÈ tutto quasi un po’ surreale. Festa o non festa? Party o non party (di certo non si balla)? “Little black dress” o jeans? La serata risulta un “fritto misto” molto glamour con mascherine griffate (sfoggiate in paiellettes e pizzo da molte invitate) e guantini in tono. All’inaugurazione ad inviti di Mediterraneo Ristorante & Giardino al museo Maxxi i cento ospiti arrivano quasi timidamente, alla spicciolata e si mettono educatamente in fila, a distanza di un metro, per poter entrare. Sulla porta due body guard con il termoscanner misurano la febbre a tutti, vip o non vip, elegantissimi in nero con mascherina nera con scritto in bianco Mediterraneo, così come la indossano le diverse hostess che accompagnano gli invitati ai tavoli ed i camerieri in divisa scura. Continue reading

ASSESSORE FABIANO: LAVORI NELLE PALESTRE SCOLASTICHE

PALESTRAPALESTRA 3Scrive Rino Fabiano, assessore Ambiente, Verde e Sport Municipio II: “Non più di tre mesi fa iniziammo una ricognizione in tutte le palestre scolastiche di competenza municipale al fine di rendere piu sicuri e fruibili gli spazi a tutti, sia durante gli orari scolastici, che durante le ore assegnate alle associazioni sportive. Il lavoro è cominciato e ve SCUOLA WINCKELMANNne diamo riscontro. Scuola Tiburtina Antica, via dei Sardi 37: sostituite 2 lampade di emergenza al led, 10 neon e 10 starter, 1 tappo pipetta grigliato, 3 rubinetti 2 galleggianti e un sifone nei bagni. Smurato 1 canestro pericolante e rimurato, incollato 11m di battiscopa in pvc. Scuola Winckelman: sostituite due lampade di emergenza al led, 4 galleggianti, 4 batterie e un chiusino con la ricostruzione del pozzetto con mattoni. Posa rivestimento mancante e riposizionamento delle griglie. Scuola Santa Maria Goretti: sostituiti 6 rubinetti singoli a muro, 8 galleggianti +sfere, 4 sifoni, 2 tappi, 3 funghetti tenuta acque di scarico. I lavori proseguiranno in tutte le palestre dove a seguito dei nostri sopralluoghi sono stati rilevati problemi. Lo sport in ambienti sicuri. W lo sport!”.

PIAZZA VERBANO NEL 1924. E QUELLA BAMBINA…

PIAZZA VERBANOPiazza Verbano nel 1924. I palazzi non sono stati ancora costruiti. Al centro un palo e intorno girano i tram. La bambina della foto diventerà la scrittrice e poetessa Ornella Angeloni Accatino. Nata da una famiglia della borghesia romana nel 1921, Ornella si diploma giovanissima in pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia e si laurea in Lingue, iniziando a collaborare con riviste letterarie e testate editoriali. Si distingue subito per una ricca produzione di novelle e per un romanzo “Una linea sulla montagna” che ottiene una lusinghiera recensione sul Il Popolo d’Italia di Massimo Bontempelli che le apre le porte del mondo letterario romano. Inizia a collaborare a La Fiera Letteraria e al settimanale Vita. La qualità della sua scrittura si rivela nell’opera poetica che l’Angeloni coltiverà per oltre 40 anni, caratterizzandosi per uno stile assolutamente personale che riprende ed evolve le poetiche ermetiche, miscelando le visioni della grande letteratura mistica con la sensualità dei lirici greci. Premio Roma per la poesia nel 1991. Tra le ultime opere “Cerchi d’acqua” e “Mosaico di Sassi”. Tra i suoi maggiori estimatori il critico e poeta Ferruccio Ulivi, che ha dedicato alla sua opera numerosi scritti critici. Scompare nel 2005. Foto: Alfredo Accatino

IL 2 GIUGNO DEL 1981 CI LASCIAVA RINO GAETANO

La carriera e la vita del cantautore crotonese Rino Gaetano si interrompono tragicamente il 2 giugno 1981 all’età di trent’anni in seguito a un incidente stradale. Già l’8 gennaio un fuoristrada contromano aveva spinto la Volvo di Rino contro il guardrail: il cantante rimase incredibilmente illeso mentre la sua auto venne completamente distrutta. Rino aveva deciso poi di acquistare una nuova Volvo 343 grigio metallizzato. Quel 2 giugno, verso le tre di notte, dopo una serata passata nei locali, Rino sta tornando a casa, da solo, a bordo della sua auto. Alle 3.55, mentre percorre via Nomentana, quasi a livello dell’incrocio con via XXI Aprile, la sua macchina invade la corsia opposta. Il camionista che sopraggiunge nell’altro senso prova a suonare il clacson, ma l’urto è inevitabile. La parte anteriore e il lato destro della Volvo vengono distrutti, Rino batte violentemente la testa contro il vetro e il petto sul volante e perde conoscenza. L’autopsia rivelerà un possibile collasso prima dell’incidente mentre il camionista racconterà di aver visto Rino accasciarsi di lato e iniziare a sbandare per poi riaprire gli occhi qualche attimo prima dell’impatto.

TEVERE, MORIA DI PESCI ALL’ALTEZZA DEL PONTE DELLA MUSICA

ponte-della-musicaUna scena terrificante per i tanti ciclisti e runner della domenica sulle sponde del Tevere nel centro della capitale. Tantissimi pesci morti, a centinaia, e i gabbiani che banchettavano. Una moria misteriosa e copiosissima che ha ricoperto le sponde del Tevere, da Castel Sant’angelo al Ponte della Musica. I primi avvistamenti da parte di cittadini ieri dalle parti di Ponte Vittorio. Poi segnalazioni che sono via via aumentate anche per il maggior afflusso di persone lungo il Tevere complice il bel tempo e il week end: pesci morti sono comparsi anche nel tratto tra Ponte Milvio e ponte Marconi e vicino al ponte della Musica. Continue reading

LA SCOMPARSA DI CHRISTO, L’ARTISTA CHE AMAVA ROMA

christoGiusto ieri avevamo parlato di Christo, l’artista che nel 1974 aveva – per così dire – impacchettato Porta Pinciana. E giusto ieri, ironia della sorte, Christo ci ha lasciato. Infatti, Christo Vladimirov Javacheff, conosciuto come Christo, è morto per cause naturali nella sua casa a New York. Aveva 84 anni.  Uno dei maggiori rappresentanti della Land Art e dei realizzatori di opere su grande scala, era nato il 13 giugno 1935 a Gabrovo, in Bulgaria.

QUELLA BATTAGLIA AI MONTI PARIOLI NEL GIUGNO DEL 1849

monti-parioli-giugno-del-1849“Dopo aver incoraggiato una delle nostre compagnie a caricare alla baionetta e averla condotta contro il nemico, si slanciò in avanti con tanto ardore da rimanere solo, circondato da una folla di nemici. Gli fu ingiunto di arrendersi, ma egli rispose con un colpo di pistola che uccise il primo che si trovava di fronte a lui. Scaricò un secondo colpo contro un capitano francese ma, avendolo mancato, si preparò a sguainare la spada quando cadde morto per due ferite alla testa e una sul petto”. Con queste parole il generale Rosselli elogiò, in un ordine del giorno affisso sui muri di Roma, le gesta del monti-parioli-nel-giugno-del-1849capitano Aleksander Podulak negli scontri dei Monti Parioli, il 15 giugno 1849. Podulak militava nella Legione Polacca fondata dal poeta Adam Mickiewicz, duecento uomini riuniti per combattere a fianco dei difensori della Repubblica Romana di Mazzini, Armellini e Saffi. Il contingente, animato da entusiasmo per gli ideali libertari e repubblicani, raggiunse Roma nell’aprile del ’49 e si distinse, oltre che ai Monti Parioli (un giorno intero di combattimenti), a Villa Pamphilj dove tenne la posizione. All’intrepido manipolo venuto dall’est la Capitale ha intitolato due strade: Belvedere Legione Polacca, lungo via Francesco dall’Ongaro a Trastevere, e – nelle vicinanze – viale Aleksander Podulak (da viale Aurelio Saffi, Villa Sciarra).

STORIA DEL TRAM A ROMA, DA QUELLO A CAVALLO IN POI

fl1-Omnibus-nel-deposito-di-via-Flaminia-300x182La rete tranviaria urbana di Roma è oggi formata da sei linee, per una lunghezza complessiva di circa 31 km, residua di una rete molto più vasta in passato. Si parte con gli omnibus a cavalli a Roma nel 1845: la prima linea fu aperta, su autorizzazione di papa Gregorio XVI, tra piazza Venezia e San Paolo fuori le mura. Le rotaie del tram a pi4-Tram-a-via-Denza-300x197cavalli fanno la loro comparsa dopo l’arrivo degli Italiani a Roma (1870) per iniziativa della Società Anonima per l’esercizio di Ferrovie e Tramvie economiche (Tfe), a capitale belga: prima linea urbana, tra piazzale Flaminio e ponte Milvio, seconda (1879),  sul percorso Termini-Verano, concessione per la tranvia extraurbana a vapore Roma-Tivoli. I PIAZZALE FLAMINIO TRAMprimi tram elettrici compaiono a Roma nel 1890: la Srto (Società romana tram omnibus), alla presenza di Re Umberto, sperimenta sulla via Flaminia il primo tram elettrico utilizzando un sistema di elettrificazione in serie, già provato con scarso successo negli Stati Uniti e in Inghilterra. Anche a Roma alberi tram (4)-2l’esperimento non raggiunge i risultati sperati e l’impianto elettrico è smantellato. Con un sistema di alimentazione diverso, a corrente continua a 550 V tramite filo aereo e ritorno della corrente attraverso le rotaie,  la Srto arriva a gestire, nel 1905, una rete di diciassette linee tranviarie, con un parco di 144 tram elettrici. La Giunta comunale guidata da Ernesto Nathan, nel 1909 decide di interrompere il regime di monopolio in cui operava la Srto e istituisce foto-tram-2 via flaminial’Azienda autonoma tranviaria municipale (Aatm), che costruisce come prima linea quella da Largo Chigi a Santa Croce in Gerusalemme e adotta numeri romani per distinguere i propri servizi da quelli svolti dalla Srto. Alla Grande Guerra seguono anni di espansione della rete, grazie soprattutto all’Aatm, che si prepara a riscattare tutte le concessioni della Srto. La rete tranviaria raggiunge Monte Sacro, Garbatella, via Prenestina e Parioli, costruisce nuove linee lungo viale Aventino, viale del Muro Torto, Corso d’Italia e San Lorenzo e raggiunge la sua massima espansione: 800 motrici e 280 rimorchi circolano su 59 linee, con 140 km di impianti e 400 km di lunghezza d’esercizio. Continue reading