E TRE SERATE DI CLASSICA ALL’AUDITORIUM CON HERREWEGHE

Philippe Herreweghe, fra i direttori più apprezzati sulla scena internazionale, sale per la prima volta sul podio dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e propone in tre serate un viaggio fra musica e letteratura: le musiche di scena composte da Mendelssohn per il Sogno d’una notte di mezza estate, intersecate da una drammaturgia pensata e interpretata da Valter Malosti, basata sul testo shakespeariano. Nella prima parte, uno dei capolavori del Romanticismo, il Concerto per pianoforte di Schumann. Solista, Alexander Lonquich. Giovedì, ore 19:30. Venerdì, ore 20:30. Sabato, ore 18.

BREVE STORIA DEI PARIOLI

Il Quartiere Parioli deve il suo nome ai Monti Parioli, ovvero la zona collinare di quest’area che deriva, probabilmente, dalle numerose coltivazioni di peri che qui erano presenti, da cui peraioli e, quindi, l’odierno Parioli. L’attuale quartiere si è sviluppato, grossomodo, dagli anni ’10 agli anni ’50, costruito in buona parte per ospitare i gerarchi del regime fascista. In una lussuosa palazzina in via Angelo Secchi n. 9, progettata dall’architetto Pietro Aschieri, risiedeva, ad esempio, Galeazzo Ciano e la moglie Edda Mussolini. Questo lo ha reso un quartiere dell’elite, popolato prevalentemente dall’alta borghesia romana: questo ha creato, a Roma, una vera e propria categoria, quella dei “Pariolini”. I Pariolini sono i giovani, di ricca famiglia dei Parioli, attenti sempre a vestire bene, per ridurre ai minimi termini la definizione, anche se probabilmente nessuno meglio dei Vanzina in molti loro film hanno saputo dare forma a questa tendenza.  Continue reading

QUARTIERE PINCIANO: LA LUNGA STORIA DI VILLA TAVERNA

Villa Taverna è una villa situata nel quartiere Pinciano, oggi è la residenza dell’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America a Roma. Le prime notizie della villa risalgono al X secolo, quando compaiono una tenuta agricola e un vigneto di proprietà del monastero di San Silvestro in Capite. Nel Cinquecento il casino rinascimentale, denominato ‘La Pariola’, e i terreni circostanti appartenevano al cardinale Ugo Boncompagni, futuro papa Gregorio XIII. Nel 1576 il pontefice concesse la proprietà alla compagnia del Gesù, assegnandola al Collegio Germanico Ungarico come “casa ad uso di villeggiatura” per gli studenti del collegio, affaticati dagli studi. La grande vigna era costeggiata a Est dall’irregolare vicolo delle Tre Madonne, a Nord-Ovest dalla via Salaria Antica, all’epoca denominata vicolo dell’Imperiolo, in cui si apriva il varco d’accesso, a Sud confinava direttamente con Villa Borghese. Nel mezzo della proprietà era presente il casino a forma di L, con una torre posta al centro dell’edificio, unito a Settentrione con un lungo fabbricato ad un piano di forme più rustiche. Perpendicolarmente a questo ultimo edificio originavano dei lunghi viali alberati che arrivavano fino al vicolo dell’Imperiolo, a sud invece, davanti al casino si apriva un vasto piazzale rettangolare costeggiato a destra da piccoli edifici rurali, a sinistra si apriva invece un giardino all’italiana con motivi geometrici quadrangolari che si estendeva quasi fino al vicolo delle Tre Madonne. A sud la proprietà confinava con un piccolo boschetto su un crinale che faceva parte di Villa Borghese, oggi occupato dal Bioparco. Nel 1767 il Collegio Germanico Ungarico cedette la proprietà al Collegio Romano, la casa generalizia della Compagnia di Gesù. Quando i Gesuiti furono soppressi nel 1773, la villa passò alla Camera Apostolica, che la cedette al Collegio di Sant’Apollinare, l’erede del Collegio Germanico Ungarico. Nel 1824 Leone XII riconsegnò la villa al Collegio Romano, tuttavia nelle carte successive a questa data (1845, 1868, 1891) la proprietà è nominata con il vecchio nome di Seminario Apollinare. Nel 1870 il Regno d’Italia occupò molti edifici ecclesiastici per dotare la nuova capitale di un cospicuo patrimonio immobiliare, il Collegio Romano fu requisito alla Compagnia di Gesù per farne una caserma di bersaglieri, nel 1871 vi fu inaugurata la prima scuola superiore pubblica di Roma Capitale, il liceo Ennio Quirino Visconti. Il 17 gennaio 1873 furono espropriati tutto il Collegio, le biblioteche, l’osservatorio astronomico, il museo Kircheriano e alcune proprietà che possedeva in città, ma non la villa in questione, che rimase ai gesuiti. Continue reading

“LADRI DI BICICLETTE”, LOCATION DEL FILM ANCHE NEL MUNICIPIO

“Ladri di biciclette”(1948) di Vittorio De Sica, sceneggiatura di Cesare Zavattini, Premio Oscar per miglior film straniero, è una pellicola che incarna nell’immaginario collettivo internazionale il manifesto della stagione neorealista italiana per i suoi cardini fondamentali: ambienti reali, attori non professionisti, una vicenda drammatica sulla durezza della vita quotidiana delle classi popolari nel secondo dopoguerra. De Sica e Zavattini scelgono di raccontare una vicenda minimale di vita quotidiana che raccoglie in sé il dramma sociale del dopoguerra, la speranza di un popolo straccione che tenta di recuperare una dignità economica ed esistenziale. Il protagonista, attore non professionista interpretato da Lamberto Maggiorani, è un uomo in cerca di lavoro, per ottenere il quale deve possedere una bicicletta. Trovata la bici e ottenuto l’impiego comincia l’attività di attacchino comunale, ma proprio al primo giorno di lavoro gli rubano la bicicletta, e dunque la possibilità di continuare a lavorare. Il vagare dei due protagonisti, Antonio Ricci e suo figlio Bruno, alla ricerca della bicicletta rubata ci permette di perlustrare a tutto tondo una Roma di fine anni Quaranta, una città piena di drammi e contrasti, che tenta di rialzarsi dalle disgrazie della guerra e della miseria. Tra le location, via di Porta Pinciana accanto a San Lorenzo e via Pietro da Cortona al Flaminio. Stasera su Cine 34.

DAL 1° NOVEMBRE SI POSSONO RIACCENDERE I TERMOSIFONI

Una domanda di stagione, potremmo dire. Quando è possibile accendere i riscaldamenti a Roma? È una richiesta plausibile, visto l’abbassamento delle temperature. Ed ecco la risposta: nella Capitale si potranno accendere i termosifoni il 1° novembre e potranno rimanere in funzione fino al 15 aprile. La Capitale, infatti, appartiene alla zona D, che prevede riscaldamenti accesi dal 1° novembre al 15 aprile per massimo 12 ore al giorno, dentro la fascia oraria compresa tra le 5 e le 23.

MACRO DI VIA NIZZA: “IL PIANETA COME FESTIVAL XL”

MACROAl Macro di via Nizza “Il Pianeta come Festival XL”, un evento in collaborazione con Terraforma, festival internazionale dedicato alla sperimentazione musicale e artistica con una forte attenzione alla sostenibilità ambientale. Si svolgerà a partire dalle ore 18 del 23 ottobre per 24 ore consecutive, coinvolgendo artisti, performer e musicisti internazionali. Lo spunto dell’intero programma è il visionario e iconico progetto Il Pianeta come Festival che Ettore Sottsass pubblicò su Casabella nel 1972.

CGIL: QUEI FRANCOBOLLI IN RICORDO DI GIUSEPPE DI VITTORIO

indexIl 4 luglio 2017 fu emesso un  francobollo in ricordo di Giuseppe Di Vittorio segretario Cgil nel 60° della scomparsa. Il francobollo, del valore di euro 0,95, venne stampato in rotocalcografia su bozzetto di Claudia Giusto. Rappresenta un ritratto del sindacalista sullo sfondo di una fotografia scattata in occasione della manifestazione del 1° Maggio del 1952 a Cerignola. Un altro francobollo commemorativo sul sindacalista è stato emesso nel 2007. “Il più importante sindacalista italiano del XX secolo, leader storico della Cgil, era un bracciante di umili origini: un “cafone” pugliese, come lui stesso si definiva.” “Viene colto da un malore a Lecco il 3 novembre 1957, poco dopo una riunione con i quadri locali della Cgil: muore sul campo, come si addice ad un combattente indomito.” Il lavoro, la democrazia e la cultura come mezzo di riscatto sociale e di emancipazione: questi i punti cardine, i valori sui quali Giuseppe Di Vittorio ha fondato la sua esistenza e il suo impegno politico e sindacale. Nato a Cerignola nel 1892, costretto a lasciare la scuola ancora bambino per lavorare come bracciante, grazie alla sua profonda dignità personale e al suo coraggio, divenne non solo uno dei più grandi sindacalisti italiani, s-l500il più illustre tra i promotori del “Patto di Roma” nel 1944 che diede vita alla Cgil unitaria, ma anche una figura di spicco del sindacalismo internazionale, come dimostra la sua elezione a presidente della Federazione Sindacale Mondiale nel 1955. Nonostante fosse stato eletto in carcere deputato nelle fila del Psi e divenuto in seguito un dirigente del Pci, Di Vittorio propugnò sempre l’ideale di un sindacato unitario e autonomo rispetto all’influenza della politica, come nel caso della presa di distanza in occasione dell’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956. La sua attività in difesa dei lavoratori, iniziata ancora ragazzo all’epoca delle prime lotte contadine nel Sud e terminata con la morte nel pieno del boom economico postbellico e condotta per anni in clandestinità durante il Regime fascista, ha contribuito ad un miglioramento sensibile delle condizioni generali di vita dei ceti meno abbienti, trasformando il volto e l’economia del nostro Paese.

VILLA BORGHESE: AMBIENTE, A LEZIONE DI BUONE MANIERE

VILLA BORGHESEMomento centrale di Rom-E per due giorni a Villa Borghese, e non solo, sono stati gli eventi dedicati a visitatori e appassionati. Nelle tre sedi del festival a piazza San Silvestro, largo dei Lombardi  e Villa Borghese, in viale delle Magnolie si sono svolti eventi di edutainment (imparare divertendosi), dedicati a famiglie e bambini per fare informazione attraverso l’intrattenimento: attività e giochi hanno aiutato a scoprire cosa significa prendersi cura dell’ambiente a partire da scelte sostenibili. Inoltre ci saranno dimostrazioni e test drive con veicoli di nuova generazione e spazi rivolti alle aziende per raccontare cosa vuol dire ecosostenibilità.