I LEGAMI DELLA GRANDE ANNA MAGNANI CON IL NOSTRO MUNICIPIO

anna magnaniAnna Magnani è una delle più grandi attrici della storia del cinema italiano ed internazionale, con due nomination all’Oscar ed uno vinto (nel 1956 con il film La rosa tatuata accanto a Burt Lancaster). Memorabili anche le sue interpretazioni in Roma città aperta di Rossellini e Bellissima di Luchino Visconti. Interprete di ruoli forti e appassionati, anche nella vita ha sfidato con caparbietà la società del suo tempo. Ci sono poi aspetti che la legano al nostro municipio: il primo, che nacque il 7 marzo del 1908 dalle parti di Porta Pia; il secondo, che a lei è intitolata una strada nel quartiere Parioli.

QUELL’OTTOBRE DEL 1943

bambini-deportati-638x425Il 16 ottobre del 1943, all’alba, un centinaio di soldati tedeschi delle Ss irrompe nelle strade del Ghetto e cattura 1.016 ebrei romani, 200 i bambini che seguono la sorte dei genitori. Portati al Collegio Militare di via della Lungara, vengono trasferiti poi alla stazione Tiburtina e da lì, la mattina del 18 ottobre, caricati su un treno piombato e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz. Dalla Polonia torneranno in sei, una sola donna e nessuno dei bambini.

BREVE STORIA DEL QUARTIERE PINCIANO

piazza verdi in una foto d'epocaIl Quartiere Pinciano sorge, grosso modo, tra la Via Flaminia e la Via Salaria, nel primo tratto delle due arterie, ed è in gran parte occupato da Villa Borghese. Deve il suo nome alla via Pinciana ed alla Porta Pinciana, che sono in zona, anche se, nel 1911 era nato con il nome di Quartiere Vittorio Emanuele III, ed i romani già lo chiamavano Quartiere dei Fiumi, per via della toponomastica di molte strade, dedicate per l’appunto a fiumi Italiani. La parte settentrionale del Rione, invece, quasi sconfina nei Parioli: una buona parte di esso, infatti, è nella toponomastica comune dei romani parte dei Parioli, per quanto formalmente sia Quartiere Pinciano. Fonte: Rerum Romanarum

IL 25 GENNAIO 2003 CI LASCIAVA LEOPOLDO TRIESTE

Sedotta-TriesteNella notte del 25 gennaio 2003, all’età di 85 anni, presso il Policlinico Umberto I, a causa di un infarto, moriva l’attore Leopoldo Trieste.  Era facile incontrarlo per le strade del municipio. Soprattutto se si sconfinava nella “sua” zona, quel rettangolo irregolarmente squadrato ed ingannevolmente pianeggiante Leopoldo-Trieste-Divorzio all'italianacompreso tra Porta Pia e piazza Fiume. Del resto, Trieste abitava all’inizio di via Bergamo. Lanciato come interprete da Federico Fellini (Lo sceicco bianco del 1952 e I vitelloni del 1953), diresse a sua volta Città di notte (1958) e Il peccato degli anni verdi (1960), per dedicarsi poi totalmente alla carriera di caratterista, Adriana_Giuffrè,_Leopoldo_Trieste_e_Alberto_Sordicon frequenti apparizioni in commedie all’italiana (Divorzio all’italiana del 1961, Sedotta e abbandonata del 1964, Il medico della mutua del 1968, Piso pisello del 1981) ma anche in grandi produzioni come Il padrino – Parte II (1974), Il nome della rosa (1986), Nuovo Cinema Paradiso (1988) e L’uomo delle stelle (1995). Negli anni Sessanta e Settanta prese parte anche a diversi sceneggiati televisivi, Leopoldo-Triestequali Le inchieste del commissario Maigret, La famiglia Benvenuti e Il Circolo Pickwick, nonché nello sceneggiato per ragazzi Le avventure di Ciuffettino, andato in onda tra il 1969 ed il 1970. Nel 2000 partecipò all’episodio Il cane di terracotta della fiction Il commissario Montalbano, nel ruolo di Lillo Rizzitano.

LA SAPIENZA: ALL’AVANGUARDIA IL DIPARTIMENTO DI CHIMICA

DIPARTIMENTO CHIMICA LA SAPIENZAAncora una volta con i suoi 700 anni di storia l’Università Sapienza di Roma apporta il suo importante contributo allo sviluppo della società e della conoscenza attraverso la ricerca, la formazione di eccellenza e di qualità e la cooperazione internazionale. Protagonista di questa svolta epocale è il dipartimento di Chimica e Tecnologia del Farmaco con il nuovo laboratorio Techne, struttura di ricerca, didattica e di servizio che comprende 3 unità produttive di metodologie. Dalle analisi cromatografiche e spettroscopiche alla Risonanza Magnetica Nucleare ai  metodi di Farmacopea. Ma non è tutto. Continue reading

QUANDO ENNIO FLAIANO ABITAVA IN VIA ISONZO

 Scriveva un po’ di anni fa Gianfranco Angelucci, critico cinematografico, regista e sceneggiatore, a proposito di Ennio Flaiano: “Così periodicamente, più volte la settimana, andavo a trovarlo al residence di via Isonzo in cui abitava, nel quartiere Pinciano; un fabbricato moderno, funzionale e anonimo, incastonato tra i palazzi liberty e umbertini di quella zona elegante, dove aveva traslocato dal suo appartamento di via Nomentana, a Montesacro. In quella minuscola suite non doveva pensare più a nulla, la mattina le cameriere gli riordinavano rapidamente l’ambiente, e poteva scrivere senza disturbo sulla sua imponente Ibm a testina rotante, appoggiata sull’unico tavolo rotondo previsto dall’arredamento. In sottofondo, spesso, la musica di Mozart che amava incondizionatamente”.

ECCO I LUOGHI FREQUENTATI DA LUIGI PIRANDELLO NEL MUNICIPIO

luigi-pirandello 1936 villa BorgheseQuanti sono i luoghi del nostro municipio frequentati da Luigi Pirandello? Roma, per lui, è senza dubbio la “città di elezione”: la sceglie come sede universitaria, e poi come luogo definitivo della sua vita. Arriva a Roma nel novembre 1887 e si iscrive alla Sapienza, alla facoltà di Lettere. Negli anni successivi lo vediamo nella zona Porta Pia-Nomentana, a via Alessandria 129; poi in via Mario Pagano 4, poi ancora in via Torlonia 10 (al Villino “Chiarini”). Nel 1920 via Torlonia viene rinominata via Bosio. Lo studio di Pirandello è all’ultimo piano ed è rimasto come allora. Non manca l’indirizzo di via Panvinio (una casa dove lo scrittore sta pochissimo, sempre in giro per il mondo), piccola traversa di via Nomentana. A via Bosio, infine, muore il 10 dicembre 1936, nella casa dove aveva ricevuto il Premio Nobel nel 1934. Alla morte dello scrittore, gli eredi donarono allo Stato tutti i beni conservati nello studio. Nel 1962, su iniziativa di Umberto Bosco, fu creato l’Istituto di studi pirandelliani e sul Teatro contemporaneo, che è sovvenzionato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma. Il museo è visitabile tutti i giorni: lunedì e martedì dalle ore 9 alle ore 14; dal mercoledì al venerdì dalle ore 9 alle 18. La sede dell’Istituto di Studi Pirandelliani – Studio di Luigi Pirandello, oltre alla Biblioteca e Archivio “Luigi Pirandello”, all’Archivio “Ugo Betti” è dotata anche di una biblioteca specializzata, ad ingresso libero.

VERANO, L’EPITAFFIO SULLA TOMBA DI ALDO FABRIZI

Tomba FabriziAnche sulla sua tomba, Aldo Fabrizi non ha rinunciato a farci ridere. L’attore e regista – scomparso a 84 anni il 2 aprile del 1990 – ha voluto che sulla lapide, all’interno della cappella di famiglia nel cimitero del Verano, fosse incisa la chiusa di un suo sonetto intitolato Er mortorio, in cui immagina i suoi funerali e chiede agli amici e ai familiari di ricordarlo con un banchetto, con gioia e senza tristezza, dando spazio al piacere della gola e dei sensi: E su la tomba mia, tutta la gente ce leggerà ‘sta sola dicitura: “Tolto da questo mondo troppo al dente”.

SANT’ANDREA IN VIA FLAMINIA: STORIA DI UNA PICCOLA CHIESA

SANT'ANDREA IN UN DISEGNO D'EPOCASant’Andrea a via Flaminia è una piccola chiesa che si trova nel quartiere Flaminio. È nota anche come Sant’Andrea del Vignola. Fu costruita nel tratto urbano della via Flaminia, tra porta del Popolo e ponte Milvio su progetto di Jacopo Barozzi da Vignola. Papa Giulio III la fece erigere verso il 1553 all’interno del complesso della sua villa suburbana (villa Giulia), per ricordo della sua  fuga da Roma. Durante il sacco di Roma dei lanzichenecchi di Carlo V, quando era ancora cardinale, era uno degli ostaggi ed era probabilmente destinato ad essere giustiziato. Riuscì a fuggire dalla città il 30 novembre, giorno dedicato dalla chiesa cattolica all’apostolo Andrea, fratello di Pietro, ha perciò la funzione di chiesa votiva, cappella privata e SANT'ANDREA IERIchiesa rurale extra urbana. La cupola e l’intera chiesa subì degli interventi di parziale restauro negli anni 1826-1830 ai quali partecipò anche l’architetto Giuseppe Valadier, autore noto anche per la sistemazione di piazza del Popolo e della terrazza del Pincio. Ulteriori interventi vennero realizzati nel 1977 rivestendo la cupola con piombo e successivamente negli anni SANT'ANDREAnovanta, ripristinando il primitivo rivestimento della cupola in “coccio pesto” e restituendole in tal modo l’originaria resa cromatica. Nel 1950 fu restaurato il particolare pavimento policromo della chiesa con la sovrintendenza dell’architetto Zander, all’epoca nominato architetto della basilica di San Pietro in Vaticano. L’edificio è un parallelepipedo in laterizio lasciato a vista su tre lati. La facciata è di peperino con un portale fiancheggiato da lesene e sovrastato da un timpano triangolare. La chiesa, SANT'ANDREA OGGIunica nel suo genere, presenta una volta impostata su una cornice interna ovale, perciò la cupola è una semi-calotta ovale. L’interno è costituito da un’aula rettangolare e un piccolo abside anch’esso rettangolare. La chiesetta, quando fu costruita, si trovava in campagna. Ora si trova tra via Flaminia e viale Tiziano, all’altezza dell’incrocio con via Luigi Canina e via Enrico Chiaradia. Dal punto di vista architettonico, malgrado le sue minute dimensioni, essa rappresenta un’importante testimonianza della sintesi tra cultura umanistica, con le chiese a pianta centrale, e gli esempi degli edifici di culto a pianta longitudinale, propri della Controriforma, dalla seconda metà del Cinquecento in poi.

E DOMANI PRIMA DOMENICA ECOLOGICA DELL’ANNO

Domenica-EcologicaDomenica 19 gennaio è prevista la prima domenica ecologica dell’anno. Stop alle auto all’interno della fascia verde dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.30 all’interno della fascia verde. A fermarsi saranno tutti i veicoli a motore fino a diesel euro 6. Previste alcune deroghe. Potranno circolare, tra gli altri, i veicoli elettrici e ibridi, quelli a gpl, a metano, i mezzi bi-fuel. Esenzione anche per le auto a benzina Euro 6 (si fermano invece i diesel euro 6), per le moto a 4 tempi Euro 3 e successive, per i ciclomotori a 2 ruote a 4 tempi Euro 2 e successivi, per i mezzi con contrassegno disabili, per i veicoli car sharing e car pooling.

IL 18 GENNAIO 1977 LA MORTE DI RE CECCONI IN VIA FLAMINIA

RE CECCONIPerché un giocatore, giovane, bello, ricco – dopo essere stato carrozziere e figlio povero di un muratore – e famoso, vincente (ha alle spalle persino uno scudetto, cosa che a Roma non capita tutti i venerdì sia in sponda giallorossa che biancoceleste, e tre presenze in nazionale) con due figli piccolissimi e una moglie di ventiquattro anni, una nuova casa appena comprata in un comprensorio signorile di Roma Nord, appena ristabilito da un lungo infortunio e perciò tutto concentrato sul suo rientro in campo pochi giorni dopo, dovrebbe fare uno scherzo a un gioielliere mimando una rapina e finire come può finire una tentata rapina che finisce male? Questa storia si sviluppa lungo la via Flaminia vecchia dove praticamente ogni sera l’idolo della Lazio anni Settanta, Luciano Re Cecconi, passa per i negozi ritornando nella sua casa di Collina Fleming. Tutte le sere, anche la sua ultima. Continue reading

VIA NOMENTANA, LA STORIA

Di fronte a Porta Pia ha inizio l’alberata ed ampia via Nomentana che approssimativamente corrisponde all’antico tracciato della via romana che conduceva a Nomentum, l’antica Mentana a circa 21 km dalle mura. Livio ci informa che via Nomentana era detta anticamente via Ficulensis, dal nome di Ficulea, una delle antichissime città fondate dagli aborigeni ed ubicata tra le colline di Marco Simone Vecchio. E’ probabile che, dopo un tratto comune, dalla via Ficulensis si staccasse la via per Nomentum, divenuta poi di maggior importanza dopo la scomparsa di Ficulea e l’antico tracciato della via Ficulensis è da riconoscersi oggi nella moderna via Palombarense. Continue reading

DA QUEST’ANNO DETRAZIONE 19% SOLO CON PAGAMENTI TRACCIABILI

Pago_bancomatDal 2020, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19% degli oneri indicati nell’articolo 15 del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi), spetta a condizione che la spesa sia sostenuta con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento tracciabili quali: carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari. Di conseguenza tutte le spese che danno luogo allo sconto fiscale del 19% nella dichiarazione dei redditi, a decorrere dal 2020, non potranno più essere effettuate con l’utilizzo del contante, pena la perdita della detrazione stessa. Continue reading

“DOGMAN” CON MARCELLO FONTE, STASERA ANTEPRIMA TV

marcello fonteStasera in tv (Rai 3, ore 21:30) arriva “Dogman” il film che ha consacrato Marcello Fonte come attore. Quando Matteo Garrone, il regista del film, si è innamorato di lui, Marcello recitava in uno spettacolo di detenuti di Rebibbia. Aveva preso il posto di uno degli attori, morto durante le prove per un improvviso malore. Quella di Marcello Fonte sembra una favola, di quelle che si vedono al cinema. Prima di essere il protagonista di Dogman è stato uno degli abitanti del Nuovo Cinema Palazzo, occupazione nel cuore del quartiere di San Lorenzo. Attore, ma anche elettricista, attivista, narratore instancabile. A San Lorenzo Marcello ha vissuto anche negli ultimi anni, ultimo approdo di una vita difficile e dove non sono mancate le ristrettezze. Ma adesso è tutta un’altra storia.

FILM DI VERDONE, LOCATION A VILLA TORLONIA E PIAZZA CAPRERA

carlo-verdone-antonio-albanese-l-abbiamo-fatta-grossaIl film girato nel 2016 da Carlo Verdone, interpretato dallo stesso regista e da Antonio Albanese, “L’abbiamo fatta grossa”, tra le varie location ne ha alcune nei nostri quartieri e precisamente: il ristorante dove viene pedinata l’ex moglie di Albanese è in piazza Caprera, mentre il teatro dal quale Albanese fugge dopo aver scoperto che nel pubblico c’era la donna alla quale aveva sottratto la valigetta con i soldi è il Teatro di Villa Torlonia, in via Lazzaro Spallanzani.

PERCHÉ IL MURO TORTO SI CHIAMA COSÌ: LO SPIEGA UN LIBRO

il Muro Torto in un'incisione del VasiÈ da secoli che il nome di questo angolo di Roma si chiama più o meno così, e il motivo è sotto gli occhi di tutti, anche se in pochi se ne accorgono. Salendo da piazzale Flaminio, poco prima di transitare sotto il ponte che collega due lati di villa Borghese, ci troviamo davanti uno sperone di muro romano fortemente inclinato in avanti come se stesse per cadere da un momento all’altro. In realtà quell’apparente equilibrio precario dura da circa venti secoli, già in epoca romana il muro esisteva ed era già inclinato. Si tratta probabilmente di ciò che sopravvive di una villa esistente ben prima la costruzione delle mura Aureliane che oggi costeggiano l’intero tracciato della via. Da tempo immemore il Muro Torto è considerato un luogo viale del muro tortoinfausto, infestato da spiriti e maledetto. Le leggende si susseguono e si sovrappongono, si crede che il muro si inclinò per causa di un fulmine che lo colpì il giorno esatto della crocifissione di Pietro che la tradizione vuole sia avvenuta al Gianicolo. Questa era terra sconsacrata, dimenticata da Dio, e qui erano seppelliti i condannati a morte, le prostitute e le donne di malaffare, e le loro anime, non potendo andare in paradiso, rimanevano ad aleggiare nella zona terrorizzando i passanti. Non a caso, nel medioevo le terre a ridosso del Muro Torto facevano parte della cosiddetta “Contrada del Muro Malo”. Come detto, tra gli spiriti in pena troviamo anche quelli dei carbonari Targhini e Montanari decapitati nel 1825 dal boia di Roma, Mastro Titta, con IL LIBRO l’accusa di omicidio. Quell’episodio è stato raccontato nel film del 1969 di Luigi Magni Nell’anno del Signore. Una targa affissa nel 1909 sul lato di porta del Popolo ricorda l’episodio con parole durissime nei confronti del papa che li avrebbe fatti giustiziare “senza prove e senza difesa”. Tra maledizioni e atmosfere infauste, non poteva mancare lo zampino dell’imperatore romano più odiato di sempre. La credenza popolare romana ha immaginato nientemeno che Nerone tra gli spiriti che frequentano il Muro Torto, le sue spoglie giacerebbero proprio nelle viscere della terra di questo luogo oscuro, che tutt’oggi mantiene un’aria in qualche modo sinistra. Da Roma perduta e dimenticata libro di Claudio Colaiacomo.

“SETTECEREALI”, RISTORANTE TUTTO BIO A VIA ISONZO

Logo-settecerealiALESSANDRO SALARIS CHEF A via Isonzo 16, da qualche tempo, c’è Settecereali, un nuovo locale completamente “bio”. E questa particolarità fa sì gli affezionati del genere, ma anche gli avventori curiosi di novità e prelibatezze culinarie, stiano frequentando sempre più spesso il ristorante. Ecco la proposta gastronomica: per il pranzo, bio street food: pizza ai 7cereali al taglio o al piatto, pizzburgher, supplì, arancini di selvaggina, fritti di verdure, LO STAFFvellutate,  zuppe, legumi e verdure di stagione, insalate da comporre secondo i propri gusti. Per la cena, il bio gourmet secondo la stagionalità della migliore materia prima biologica e su ispirazione dello chef: Pasta fresca realizzata con farina ovviamente bio, pizza al tavolo, carni pregiate, cereali, legumi, ortaggi rigorosamente di stagione; al bar: estratti e caffé bio. Orari di apertura: lunedì: solo prenotazione; martedì  – sabato: 10:30 – 23:00; domenica : 19:00 – 23:00. Telefono: 06.47547700 – email: info@7cereali.net