LA LUNGA STORIA DEL PALAZZO DELLE POSTE A PIAZZA BOLOGNA

PIAZZA BOLOGNA 2La costruzione del Palazzo delle poste a Piazza Bologna avviene negli anni Trenta a Roma. In questo periodo il governo fascista decide di adottare una politica autarchica nella speranza sia di portare il paese ad un’autosufficienza economica sia di troncare qualsiasi rapporto commerciale con gli altri paesi europei. Una volta divenuta “indipendente” dai mercati esteri, l’Italia, per potenziare il sistema PIAZZA BOLOGNAeconomico, inizia a sfruttare le proprie risorse interne. Lo stato si fa “imprenditore”, favorendo una  “Modernizzazione nazionale” soprattutto attraverso il settore edile. Con l’uso del marmo, poi, come rivestimento lapideo della struttura, si attua una ricerca oltre che economica, estetica, che porti all’architettura un valore neutro e smaterializzato. Il marmo diventa il materiale per eccellenza del PIAZZA BOLOGNA 1razionalismo italiano per esaltare le funzioni espressive e simboliche delle opere. Come nella facciata principale delle poste di Piazza Bologna. Il concorso per il Palazzo delle Poste, bandito dal potente ministero delle Comunicazioni nel gennaio 1933, viene vinto dall’architetto Mario Ridolfi. La prima soluzione studiata perUFFICIO POSTALE PIAZZA BOLOGNAconcorso prevedeva la divisione in tre corpi. La parte centrale del progetto comprendeva: l’ingresso, il salone pubblico, la sala dei portalettere al retro e la sala apparati telegrafici al primo piano. Due corpi laterali erano destinati, al piano terra, ai servizi; due scale accedevano ai due piani superiori adibiti ad uffici. La struttura doveva evidenziare, secondo il bando, una facciata simmetrica verso la piazza. Il progetto vincitore presentato nel maggio 1933 da Ridolfi rispettava le richieste del bando: suddivisione in tre parti caratterizzate da tre volumi, una facciata simmetrica verso la piazza, il volume centrale accentuato e più alto. Ma l’insieme viene sostanzialmente modificato nell’ottobre 1933 da Mario Ridolfi stesso. Il progetto finale è una struttura molto più compatta dove tutte e tre le parti vengono accorpate. Continue reading

FLAMINIO: BREVE STORIA DEL PALAZZETTO DELLO SPORT

PALAZZETTO IN COSTRUZIONEIl Palazzetto dello Sport è un edificio multifunzione, adibito principalmente a uso sportivo, che sorge nel quartiere Parioli. Ideato e progettato nel 1956 dall’architetto Annibale Vitellozzi e dall’ingegnere Pier Luigi Nervi, e realizzato tra il 1956 e il 1957 quale impianto destinato ad accogliere alcuni eventi dei XVII giochi olimpici di Roma è inutilizzato dal 2018, data alla quale era sede degli incontri interni della Pallacanestro PALAZZETTO DELLO SPORTVirtus Roma dopo esserlo stato anche, in anni precedenti, fino al 1983 e, ancora, tra il 2000 e il 2003; ospitò altresì la compagine pallavolistica maschile Club Italia, di A2 e, fino al 2013, la M. Roma. Ancora, ospitò la Roma Pallavolo, società non più esistente dal 2002, e l’Eurobasket Roma fino al 2019. Vista la sua collocazione nei pressi di viale Tiziano, strada parallela di via Flaminia nel tratto tra viale delle Belle Arti e Ponte Milvio, l’impianto è talora chiamato PalaTiziano. L’impianto fu chiuso per lavori nel giugno 2018 su disposizione di Daniele Frongia, assessore allo sport della giunta Raggi di Roma Capitale (da cui l’impianto dipende); al 2020 tuttavia nessun’opera di ristrutturazione è stata effettuata e, nel frattempo, l’impianto ha subìto vandalismi che hanno richiamato l’attenzione delle forze d’opposizione sulle inadempienze della giunta nei confronti delle infrastrutture sportive comunali, tra cui il più vicino stadio Flaminio. Nelle foto: il Palazzetto in costruzione e appena ultimato, prima che fosse edificato il Villaggio Olimpico.

LA DENUNCIA DI GREENPEACE: PLASTICA LIQUIDA NEI DETERSIVI

 Fa sapere Greenpeace: “Plastica liquida, semisolida o solubile tra gli ingredienti dei detersivi per bucato, superfici e stoviglie presenti sul mercato italiano che finisce nell’ambiente e nel mare: è il risultato del nostro ultimo rapporto “Plastica liquida: l’ultimo trucco per avvelenare il nostro mare”. Abbiamo consultato le pagine web ufficiali delle principali aziende di detergenti in Italia, e fatto indagini di laboratorio per verificare la presenza di materie plastiche in forma solida inferiori ai 5 millimetri, le cosiddette microplastiche. Interpellate, le aziende hanno confermato l’uso di plastiche come ingredienti dei detergenti e la maggior parte è in formato liquido, semisolido o solubile anziché solido. Continue reading

“SANTE STORIE”, TANTE STORIE: UN LIBRO DA LEGGERE

COVEREnrico Galantini, da bambino, voleva diventare santo, o almeno missionario, ma per una questione di coerenza fattagli notare dalla madre, ha deciso di seguire altre vie fino al giorno in cui si è ricordato di questa sua infantile vocazione e ha deciso di scrivere un libro sui santi. La via della scrittura, infatti, è quella che egli ha percorso nella sua vita – al posto della più accidentata che conduce alla santità, – facendo il giornalista e riversando in questa professione le sue infinite, mai banali e sempre approfondite, curiosità. Io lo ho avuto come collega (che mi ha aperto la strada della redazione del giornale sindacale nella quale era approdato dopo aver lasciato un comodo posto nell’ufficio stampa di una grande azienda) e l’ho sempre considerato il “migliore”, perché capace di coprire ogni ruolo redazionale e soprattutto provvisto dell’intuito della notizia e del dono della sintesi che i giornalisti credono tutti di avere, ma non sempre è così. Non mi sorprende, perciò, questo suo libro fatto di una serie di ritratti, rigorosamente e senza eccezioni di 2.500 battute, di “persone non comuni” (come uno assurto agli onori dell’altare indubbiamente deve essere) nel quale egli condensa una testimonianza del santo prescelto pronunciata in prima persona (come si fa tante volte quando si scrive un “medaglione”). Continue reading

AL CIMITERO DEL VERANO È SEPOLTO DÙMINI: CHI ERA COSTUI?

DUMINIAmerigo Dùmini (Saint Louis, 4 aprile 1894 – Roma, 25 dicembre 1967) è stato un militare e criminale italiano, a capo della squadra fascista che sequestrò e uccise il deputato socialista Giacomo Matteotti. Il 10 giugno del 1924 Dùmini, insieme a Albino Volpi, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Amleto Poveromo, sequestrò sul lungotevere Arnaldo da Brescia Giacomo Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario che aveva espresso alla Camera una dura requisitoria contro il Pnf durante la campagna elettorale. Durante la fase più concitata del sequestro, Giuseppe Viola prese un pugnale e colpì Matteotti sotto l’ascella ed al torace, provocandone la morte. In seguito, i membri della banda girovagarono per la campagna romana e arrivarono alla macchia della Quartarella, a 25 km da Roma, dove seppellirono sommariamente il cadavere che fu poi ritrovato il 16 agosto del 1924 dal cane di un guardiacaccia. Dùmini è sepolto al Verano.

IL 13 LUGLIO ASSEMBLEA PUBBLICA AL VILLAGGIO OLIMPICO

Scan_0054Lunedì 13  luglio alle ore 18  si svolgerà in piazza Jan Palach, al Villaggio Olimpico, un’assemblea pubblica per la presentazione e discussione del progetto, nell’ambito del Processo di Partecipazione – Progettazione opere di pedonalizzazione e riqualificazione Viale XVII Olimpiade. L’assemblea si svolgerà nel pieno rispetto delle norme attualmente vigenti sul distanziamento sociale. Presentarsi muniti dei dispositivi di protezione.

“LE CASTAGNE SONO BUONE” TRA PIAZZA CAPRERA E LO STADIO ROSI

260px-Gianni_Morandi-Stefania_Casini-Le_castagne_sono_buone_1970“Le castagne sono buone” è un film del 1970 diretto da Pietro Germi. Luigi Vivarelli (Gianni Morandi) è un regista televisivo, nonché impenitente donnaiolo. Durante le riprese di una trasmissione sul disagio giovanile, conosce Carla Lotito (Stefania Casini), studentessa di architettura fuorisede e praticante di atletica leggera, e ne è subito attratto. Ma Carla non è come tutte le donne frequentate solitamente da Luigi: cattolica praticante, crede nei veri, semplici valori della vita (“le castagne sono buone”, come le scrisse il padre su un biglietto in un momento di sconforto) e cerca di renderne partecipe il suo spasimante. Trama a castag4parte, ci sono dei luoghi dove è girato il film, situati nel nostro municipio. Il centro sportivo dove Morandi fa colazione con la Casini (che arriverà in motorino su una stradina tra campi di tennis) è lo Stadio Paolo Rosi all’Acqua Acetosa, utilizzato pure in “Vinella e Don Pezzotta”. L’abitazione della Casini è in piazza Caprera a Roma. Il luogo si è visto in parecchi altri film (“C’eravamo tanto amati”, “L’abbiamo fatta grossa”) e ne abbiamo parlato in varie occasioni.

QUANDO CLARETTA PETACCI ABITAVA DAVANTI A VILLA TORLONIA

CLARETTA PETACCIPubblichiamo di seguito un brano tratto da «A spasso col Duce» ripreso dal capitolo «Claretta e le rivali».

La relazione con la «R» (Rachele, ndr) era già avviata da qualche anno, quando spuntò all’orizzonte, nel 1936, l’altra stella: Claretta Petacci. Apparteneva alla famiglia del prof. Petacci, che abitava in un villino di via Spallanzani, confinante con villa Torlonia. La Claretta aveva modo, dalle sue finestre, di seguire le passeggiate mattutine e le cavalcate del Duce. Questi ebbe così modo di notare quella testolina ricciuta e quel viso sbarazzino che gli sorrideva ogni volta che i loro sguardi si incontravano. Qualche tempo dopo, la Petacci faceva il suo ingresso a palazzo Venezia per un’udienza particolare. Vi fu qualche scena di gelosia da parte della «R» e ad una di queste dovetti assistere personalmente. Costei si recava sovente nel parco di villa Torlonia a far visita ad una sua sorella, che qui abitava. Una mattina aspettò, nascosta fra gli alberi, che il Duce uscisse con l’auto. Difatti, me la vidi improvvisamente davanti alla macchina facendomi segno di fermare. Era in vestaglia ed appariva eccitata e sconvolta. Continue reading

IL DEGRADO DELLO STADIO FLAMINIO SU YOUTUBE

rizzanteIl canale Youtube Gian Luca Rizzante ha una dote di 593.738 visitatori e oltre 10.000 ore di visualizzazioni. Tra i servizi che possono interessare i residenti del municipio secondo c’è quello sullo stato di degrado e di abbandono in cui versa lo Stadio Flaminio.

BREVE STORIA DI VALLE GIULIA

VALLE GIULIAValle Giulia è una zona centrale di Roma, tra Villa Borghese e la collina dei Parioli, una piccola valle dove ancora oggi è collocata Villa Giulia, oggi sede del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dal nome di papa Giulio III, opera del Vignola. L’assetto attuale della valle deriva, in larga misura, da quello che le fu dato in occasione dell’Esposizione Universale del 1911: vi sorge la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, opera di Cesare Bazzani, edificata per l’occasione. A partire dal 1911, proseguendo poi nei VALLE GIULIAperiodi successivi, ha avuto luogo la localizzazione nell’area di molti istituti di cultura di paesi esteri, come la Gran Bretagna, il Belgio, il Giappone, la Romania. Alle pendici della collina che prospetta la valle ha sede la prima facoltà italiana di Architettura, inaugurata dalla Sapienza nel 1920 ed ancora oggi esistente. Il 1º marzo 1968 l’area attorno alla Facoltà di Architettura fu teatro di gravissimi scontri tra studenti e forze dell’ordine, dando vita alla celebre battaglia di Valle Giulia, ricordata come uno degli avvenimenti più importanti del sessantotto italiano

IN TV UN FILM CON BOVA E MEMPHIS AMBIENTATO NEL MUNICIPIO

memphis e bova a villa borgheseIeri in tv (Rai 1) un film del 2015, Torno indietro e cambio vita, di Carlo Vanzina, con Raoul Bova, Ricky Memphis, Giulia Michelini, Max Tortora e Paola Minaccioni. La pellicola è ambientata per lo più nel secondo municipio. La casa di Marco (Bova) è a piazza Caprera 12; ci sono poi scene girate a Villa Borghese (vedi foto), via dei Volsci e al Ponte della Musica.

7 LUGLIO 2018: VIALE PINTURICCHIO, CLOCHARD SI DÀ FUOCO

VIALE DEL PINTURICCHIOIl 7 luglio 2018, in viale Pinturicchio al Flaminio, verso le 22:30, una clochard si dava fuoco incendiando i propri vestiti con un accendino. La donna – secondo prime informazioni dell’Est Europa – è stata soccorsa da alcuni passanti e poi dalle volanti della polizia. Tramite ambulanza veniva trasportata al Sant’Eugenio dove era ricoverata in terapia intensiva.

PIAZZA EUCLIDE: QUANDO MORRICONE FONDÒ ORTOPHONIC

LO STUDIO DI PIAZZA EUCLIDENel 1970 il Maestro Ennio Morricone fondava insieme ad altri tre illustri compositori, Luis Bacalov, Piero Piccioni ed Armando Trovajoli, gli studi Ortophonic, sotto la Basilica di Piazza Euclide, a Roma. Con loro anche il compositore e direttore d’orchestra Bruno Nicolai e gli storici fonici della Rca, Sergio Marcotulli e Pino Mastroianni. La lungimirante intuizione fu del manager Enrico De Melis, primo editore italiano per la musica da film, che insieme ad essi costituì la società di quello che di lì a poco diventerà il primo tempio della colonna sonora italiana, poi rilevato da Emma e Franco Patrignani e oggi chiamato “Forum Music Village”. E a costruirlo, internazionalizzarlo e farlo vivere e respirare tutt’ora, a mezzo secolo di distanza, è stato soprattutto il meticoloso lavoro di un artista, campione di scacchi musicali quel è stato Ennio Morricone, che nella sua “casa Madre”, insieme ai suoi affezionati orchestrali e solisti, ha registrato le più intramontabili melodie della storia del cinema. Nel ricordo della sua festa per il novantesimo compleanno, celebrata proprio alla Forum, e nel triste giorno della sua scomparsa, gli studi vogliono rendergli un doveroso tributo ricordandolo proprio con la dedica che il Maestro lasciò, scritta a mano, nei corridoi.

ABITAVA IN VIA SALARIA UMBERTO BARBARO, SAGGISTA E CRITICO

BARBAROUmberto Barbaro (Acireale, 3 gennaio 1902 – Roma, 19 marzo 1959) è stato un critico cinematografico e saggista italiano che ha abitato in via Salaria al civico 72. Barbaro è stato attivo in molti campi: narrativa, drammaturgia, cinema, critica e storia dell’arte figurativa. Nel 1923 è direttore della rivista La bilancia e collabora con Dino Terra, Vinicio Paladini e Paolo Flores. Nel 1927 è tra gli animatori del Movimento Immaginista, corrente “di sinistra” del Futurismo, attenta all’evoluzione culturale in Francia, America, Russia e Germania. È al fianco di Anton Giulio Bragaglia nella iniziativa del Teatro degli Indipendenti, a Roma. Conoscitore della lingua russa e tedesca traduce opere di Heinrich von Kleist, Michail Bulgakov e Frank Wedekind. È giornalista, saggista, novelliere e i suoi scritti appaiono in numerose riviste del tempo. Continue reading

PRIMO CARNERA CON LA MOGLIE A VILLA BORGHESE: ERA IL 1933

carneraIl famosissimo pugile Primo Carnera nel 1933 con la moglie a Villa Borghese. Carnera (Sequals, 25 ottobre 1906 – Sequals, 29 giugno 1967) è stato un pugile, lottatore e attore italiano naturalizzato statunitense nel 1953. Soprannominato “La montagna che cammina” per la sua imponente stazza, fu il primo italiano a conquistare un titolo mondiale di pugilato quando il 29 giugno 1933 detronizzò Jack Sharkey per la corona iridata dei pesi massimi; perse la cintura il 14 giugno 1934 contro Max Baer. Continue reading