PIAZZA VERBANO, SABATO GRANDI PULIZIE

volantino-pulizia-p.zza-VerbanoSabato 4 dicembre 2021, dalle 9:30, a piazza Verbano, Amuse  – associazione Amici Municipio Secondo – organizza una pulizia volontaria, con Ama, Retake, comitati cittadini operanti nella zona e singoli cittadini interessati. Si vuole così manifestare l’interesse agli “spazi pubblici-beni comuni”, non per sottrarre alle amministrazioni competenti il dovere di predisporre tutti gli strumenti necessari per garantire la qualità della città.

BREVE STORIA DEL QUARTIERE FLAMINIO

FLAMINIO STEMMAIl Quartiere Flaminio sorge lungo il primo tratto della via Flaminia, quello che da Porta del Popolo giunge fino a Ponte Milvio. Quest’area, estremamente vicina al fiume Tevere e molto pianeggiante, era esposta facilmente ad inondazioni, ed anche per questo non vi furono, per secoli, particolari insediamenti. Sappiamo però, chedurante il periodo dell’Antica Roma, lungo la via Flaminia sorgevano numerosi sepolcri: uno, ad esempio, detto “meta” o “trullo”, era di poco dentro Porta Flaminia ed aveva la forma piramidale, proprio come la Piramide Cestia; sappiamo poi dell’esistenza di un sepolcro circolare, che compare anche nella mappa di Roma del Bufalini, rinvenuto poi in degli scavi del 1911, ed altri frammenti di sepolcri sono stati rinvenuti negli anni presso Porta del Popolo. Intorno alla metà del Cinquecento, vi furono alcune importanti innovazioni in questo tratto della via Flaminia: Papa Giulio III fece costruire la Villa Giulia (che si trova però nel Quartiere Pinciano), e, come parte del complesso, fu eretta dal Vignola la Chiesa di Sant’Andrea. Continue reading

QUEL PALAZZO AL FLAMINIO

 Il palazzo per la Società la Casa Familiare si trova nel Quartiere Flaminio, nell’isolato compreso tra via Flaminia, via Pasquale Stanislao Mancini, via Emanuele Gianturco e piazza della Marina. Esso venne realizzato tra il 1928 ed il 1932 dall’ingegnere Giulio Gra per la società La Casa Familiare, con il fine di ospitarvi alti dirigenti pubblici. L’edificio è di dimensioni imponenti, al punto da occupare un intero isolato, si sviluppa su cinque piani ed è ricco di elementi architettonici ripresi dai palazzi nobiliari della Roma manierista, quali bugnato, logge e portici. Tutte le facciate sono occupate centralmente da logge a tre archi su colonne corinzie di ordine gigante. Le finestre del pian terreno sono decorate da un bugnato a diamante e sormontate da un timpano, mentre quelle del piano nobile sono dotate di cornici modanate e architravate, l’ultimo piano è occupato da finestre quadrangolari con architrave su mensole occupato centralmente da una grande conchiglia. L’ampio numero di elementi, tuttavia, non appesantisce la facciata che mantiene una leggerezza arricchita da elementi che la rendono scenografica. L’uso del cemento armato, inoltre, coniuga gli elementi ripresi dal passato ad un’architettura moderna. Fonte: Rerum Romanarum

DUE GATTINI DA ADOTTARE

gattiniDice Gigi Benda:Ciao a tutti! Ho trovato questi due gattini per strada e ho veramente bisogno di aiuto per farli adottare siccome io in casa non posso tenerli. Mi è stato detto di liberarli ma non ho il cuore. Sono due maschietti di circa 2 mesi e mezzo. Se qualcuno di voi conoscesse qualcuno in cerca di micetti vi prego di farmi contattare su Facebook. Grazie a chi potrà aiutarmi.”

VIA SIACCI: A GENNAIO CORSO BASE DI FOTOGRAFIA DIGITALE

FOTO CORSOCorso base di fotografia digitale in aula, a via Siacci. Il corso dura due mesi (8 settimane) / dieci lezioni di 1 ora e 30 minuti / 8 incontri a studio + 2 uscite fotografiche. Da martedì 18 gennaio 2022. Docente Gilberto Maltinti. Costi: €250. Si accettano flexible benefit / i voucher del welfare aziendale. Iscriviti. Compila il form sottostante o scrivi a gilberto@pariolifotografia.it

VIA DI VILLA RICOTTI, DUE IMMAGINI D’EPOCA

VIA DI VILLA RICOTTIEcco via di Villa Ricotti in due foto d’epoca. La prima, come recita la scritta, è del 1761. Già allora c’era l’esigenza di “governare” i rifiuti, anche se possiamo immaginare che fossero ben lontani dalle quantità di oggi. La seconda, del 1890, ha per sfondo Villa Massimo che ha conservato le sue caratteristiche originarie, assegnabili alla prima metà del Settecento, con il casino, sito in via di Villa Ricotti. Il fabbricato, a due piani e mezzanino, è formato da un corpo centrale sormontato da torretta belvedere e da due avancorpi laterali molto pronunciati, di cui uno con arcate per il passaggio pedonale. Sul piazzale antistante alla facciata era presente una fontana di epoca romana, trasferita in VIA DI VILLA RICOTTI 2seguito nella Villa Abamelek del Gianicolo, residenza della’ambasciatore di Russia. Il retro era arricchito da un giardino con parterre all’italiana. Alla fine degli anni trenta, una volta terminata la costruzione del quartiere Nomentano, la villa fu ristrutturata dall’architetto Michele Busiri Vici per adattarla alle esigenze cittadine. Nel 1914, nella palazzina fu istituita, su impulso dell’attrice Eleonora Duse, una casa della cultura per aiutare le giovani artiste esordienti. Negli anni Venti è stata residenza del diplomatico Carlo Sforza. Tra gli anni Cinquanta e Settanta è stata sede dell’Ambasciata d’Algeria, e nel 1975 fu colpita da un attentato compiuto da fuoriusciti dall’organizzazione paramilitare Oas.

IL BUNKER DI VILLA ADA (QUANDO SI CHIAMAVA SAVOIA)

villa ada bunkerAlla fine degli anni Trenta la città finiva da quelle parti, intorno a piazza di Priscilla e piazza Acilia, accanto a Villa Ada, allora chiamata Savoia. C’erano pochissimi palazzi, ma uno di questi, a due passi dalle catacombe, poteva contare su un bunker antiaereo di tecnologia tedesca. Quel bunker c’è ancora. Il palazzo è del 1938, un anno dopo, arrivavano su grossi camion direttamente dalla Germania i cilindri di cemento armato per il rifugio sotterraneo.

“VACANZE ROMANE”, QUEL CIACK ALLE MURA AURELIANE

vacanze romane Non sarà tra le scene che si ricordano di più di “Vacanze romane” (stasera su Tv2000), con Audrey Hepburn e Gregory Peck, come quelle della Bocca della Verità o di Trinità dei Monti, o ancora dei giri in vespa per il centro di Roma. Però c’è. Ed è quella girata in viale del Policlinico, proprio all’angolo con l’Umberto I, quando i due protagonisti vanno a vedere gli ex voto lasciati lì dagli scampati al ALBERTbombardamento di San Lorenzo. Ora quelle centinaia di targhette non sono più lì, sono state trasferite al Santuario del Divino Amore: restano nelle foto d’epoca e in questo film ‘cult’ degli anni Cinquanta. Una curiosità: Eddie Albert, l’attore che nel film fa la parte del fotografo, in un episodio del “Tenente Colombo” aveva il ruolo di un generale assassino.

I VILLINI DEL QUARTIERE PINCIANO

VILLINO ALATRISono tanti i villini edificati nel quartiere Pinciano: se ne contano una cinquantina, alcuni dei quali non ci sono più. Ecco l’elenco, pubblicato da Rerum Romanarum: Villino Alatri, via Paisiello angolo via Bellini – Villa Aram d’Abro, via Pergolesi – Villino Anderson, via Salaria angolo piazza Fiume (demolito) – Villino Astalli, via Mercadante angolo via Porpora – Villa Bazzani, salita dei Parioli (demolita) – Villino Berti, via Po – Villino Boni, via Aniene – Villino Bruschi Falgari, via Po villino anderson 2Villa Caetani Grenier, via dei Monti Parioli (demolita) – Villa Calderai, corso d’Italia – Villino Capponi, via Mercati – Villa Caracciolo di Brienza, via Ulisse Aldrovandi angolo via Giuseppe Mangili (demolita) – Villa Carrega di Lucedio, largo dei Monti Parioli – Villa Carrubba, via Sassoferrato  – Villino Casalta, via villino boniMonti Parioli – Villa Castellani, via Carlo Dolci – Villa Cavaglieri, via Tevere (demolita) – Villino Cirla, via Mercadante – Villino Clara, via Mercadante angolo via Carissimi – Villino Cortese, viale Parioli – Villino Da Porto, via Paisiello – Villa Davis Ireland, via Corelli angolo via Raimondi – Villino del Drago, via Barnaba Oriani – Villino del Vitto, via Castellini – Villino Fegarotti, via Frisi – Villino Fraschetti, piazza Pitagora angolo via Antonio Stoppani (demolito) – Villino Jolanda, via Porpora – Villino Luzzatto, via Po (demolito) – Villa Maraviglia, via dei Monti Parioli – Villa Marignoli, corso d’Italia angolo via Po – Villa Mascagni, via Po (demolita) – Villa Mayer, via Po (demolita) – Villino Micozzi, via Mercadante villino berti– Villino Natali, via dei Monti Parioli – Villa La Nuova Officina, largo dei Monti Parioli (demolita) – Villino Pardo, via Porpora – Villino Pasinati, via Barnaba Oriani – Villa Peragallo, via Antonio Bertolini (demolita) – Villino Pignatelli di Monteroduni, via Po (demolito) – Villino Pincherle, via Paisiello angolo via Porpora – Villino Ranieri, via Paisiello – Villino Rignon, via Pergolesi – Villino Rossi, via Paisiello – Villino Saffi, via Barnaba Oriani – Villino Sangiorgi, via Carissimi – Villino Sant’Ermete, via Antonio Bertoloni – Villa Sebastiani, via Mercadante – Villa Serena, via Carlo Dolci – Villino Sleiter, via Pergolesi angolo via Mercadante – Villa Testasecca, via Mercadante (demolita) – Villino Valeria, via villa mascagniCarissimi – Villino Valle, via Carissimi angolo via Paisiello – Villa Villegas Tavazzi, viale Parioli (demolita).villa carrubba

 

SU SKY “LA RAGAZZA DEI PARIOLI”

La-locandina-Sky-della-docuserieArriva in tv una docuserie sui fatti di cronaca che hanno avuto i Parioli come protagonisti nel 2013. Già ieri e oggi in onda su Sky (canale 119 e in streaming su Now) “La ragazza dei Parioli”. Protagonista è Marianna, una delle baby squillo che all’epoca dei fatti era appena 15enne. Marianna racconterà la sua storia in prima persona, di come ha iniziato a entrare nel giro della prostituzione, delle persone che la sfruttavano e di come ne è uscita. Parte del racconto ricostruirà come vive oggi Marianna, 8 anni dopo lo scandalo.

VIVEVA NEL QUARTIERE TRIESTE GIACOMO FURIA, SPALLA DI TOTÒ

furia con peppino e totòChi non lo ricorda nel ruolo del pizzaiolo tradito nel celebre episodio dell’anello con Sofia Loren nel film «L’oro di Napoli»? E come dimenticarlo al fianco dei grandi Totò e Peppino De Filippo, come imbianchino-falsario ne «La banda degli onesti»? Giacomo Furia, uno dei più grandi caratteristi del cinema italiano, è stato spalla “nobile” furiadel principe de Curtis anche in “Totò cerca casa”, “Totò Tarzan”. “Totò sceicco”, “Totò, Eva e il pennello proibito”, “Totò all’inferno”, “Totò, Peppino e le fanatiche”, “Totò contro il pirata nero”, “Il monaco di Monza”, “Siamo uomini o caporali”,  “Un turco napoletano”, “Il medico dei pazzi”, “Destinazione Piovarolo”. Furia viveva  a Roma, nel nostro quartiere Trieste: ci ha lasciato all’età di 90 anni, nel 2015.

QUELLO SPOT GIRATO NELLA “PICCOLA LONDRA” DEL FLAMINIO

immobiliare-spot-_ In tanti avranno visto lo spot di una nota impresa immobiliare. Ebbene, la pubblicità che imperversa sui nostri schermi tv è stata girata nella “Piccola Londra”, al quartiere Flaminio. Gioiellino architettonico, fu costruita nel primo decennio del 1900 ad opera dell’architetto Quadrio Pirani in perfetto stile londinese.

BREVE STORIA DELL’ACCADEMIA BRITANNICA DI VIA GRAMSCI

accademia britannicaL’Accademia Britannica di Roma (British School at Rome) è un Istituto Culturale situato in via Gramsci n. 61 nel Quartiere Pinciano. L’origine dell’edificio è legata all’Esposizione Internazionale di Roma del 1911 a Vigna Cartoni, in occasione del Cinquantenario dell’Unità d’Italia. Accanto alla Palazzo delle Belle Arti di Cesare Bazzani era posto proprio il Padiglione Inglese, progettato da Edwin Luthyens in stile neoclassico, accademia britannica 2ispirato in parte alla facciata della Basilica di Saint Paul di Londra, di Christopher Wren. Il Padiglione era preceduto da una scalinata, su cui si apriva un pronao con colonne binate corinzie e un timpano, decorato da uno stemma Reale Inglese. Lateralmente la facciata era occupata da due finestre architravate, accademia britannica 3inquadrate da lesene corinzie, binate nei due avancorpi laterali, e nicchie. L’edificio venne costruito in legno e stucco, poi, dopo l’Esposizione, il terreno fu concesso dallo Stato Italiano alla Gran Bretagna per costruirvi un’Accademia dedicata alla ricerca per la Storia, le Belle Arti e l’Archeologia. Fu lo stesso Lutyens a ricostruirlo in muratura, con le stesse fattezze del padiglione precedente, e rivestirlo in travertino, la nuova Accademia fu inaugurata nel 1916. Si tratta dunque dell’unico edificio ancora oggi esistente dell’Esposizione Internazionale del 1911 di Valle Giulia, se si esclude la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Fonte: Rerum Romanarum

VIA NOMENTANA: NEL 1900, LA FONTANA DELL’ACQUA MARCIA…

FONTANA DELL'ACQUA MARCIA 2La Fontana dell’Acqua Marcia si trova in via Nomentana, nella parte compresa nel Quartiere Nomentano, ed è stata costruita su iniziativa del Comune nel 1900, di fronte alla Chiesa di Sant’Agnese, sempre in via Nomentana, quando questa zona era principalmente di carattere agrestre ed oltre ai casali sorgevano solo FONTANA ACQUA MARCIAalcuni villini isolati. La fontana, rivestita di travertino, si presenta in maniera elegante, imitando le fontane romane del Seicento, è caratterizzata da un fronte bugnato, due lesene da cui originano due cannelle, sulla cui sommità è posta una sfera; al centro è presente una targa con scritto Acqua Marcia, sotto la targa, dalla bocca di una maschera rappresentante Bacco, esce il getto d’acqua principale.

TARGHE COMMEMORATIVE NEL MUNICIPIO

viale belle artiA seguire, suddivise per strada (elencate in ordine alfabetico), l’elenco delle targhe commemorative presenti nel municipio. Viale delle Belle Arti Targa in memoria di Vincenzo Ambrosio; viale Bruno Buozzi Targa in memoria di Enzo Fioritto; via Pietro Canonica Targa in memoria di Pietro Canonica; via Flaminia Colonna e targa in memoria dei caduti di via Flaminia e viale TizianoTarga in memoria di Mariano Fortuny; viale Liegi Targa della sorellanza tra Roma e Liegi; via degli Orti Giustiniani Targa in memoria di villa borgheseLucilla Caporilli Ferro;  via Tevere Targa in memoria di Michael Collins; viale Tiziano  Colonna e targa in memoria dei caduti di via Flaminia e viale Tiziano; via delle Tre Madonne Targa in memoria di Mauro Picone e Antonio Signorini; via di Villa Giulia dentro il Campo Conte Galeazzi dei Cavalieri di Colombo Targa in memoria dei 50 anni dalla costruzione della Chiesa di Sant’EugenioTarga in memoria dell’udienza dei Cavalieri di Colombo presso Papa San Giovanni Paolo IITarga in memoria della visita del via panamaCavaliere Supremo Virgil C. Dechant; via di Villa Ruffo Targa in memoria della concessione del Villino Ruffo all’Iia; viale Giorgio Washington Targa in memoria di George Washington.

 

Fonte: Rerum Romanarum

IL TEMPIETTO DI DIANA A VILLA BORGHESE

La foto in bianco e nero è databile intorno ai primi del Novecento: in posa una mamma con i figli seduti davanti al Tempietto di Diana a Villa Borghese. Nonostante ricordi gli edifici dell’antichità, il Tempio di Diana, TEMPIETTO DI DIANAin viale della Casina di Raffaello, fu creato nel 1789, da Antonio Asprucci, come uno degli arredi della Villa. In origine al suo interno si trovava una statua antica della dea della caccia, Diana appunto, che ora non c’è più. In compenso, tante ragazze si avvicendano sotto la sua cupola.

E A VIALE SOMALIA LETTURE DI DANTE E BUON VINO

Orvieto,,Italy,-,October,17,,2020:,Image,Of,Dante,Alighierilunato-le-veletteLeggere Dante, gustando un calice di vino. Alla libreria Eli di viale Somalia 50 A, tre serate all’insegna delle tre cantiche di Dante Alighieri. Un viaggio tra “Divina Commedia” e vini della Tenuta Le Velette. Ecco gli incontri previsti e i programmi: Giovedi 18/11: il I canto dell’inferno e un calice di rosso di Spicca; giovedi 02/12: il I canto del purgatorio e un calice di Lunato; giovedi 09/12: il I canto del paradiso e un calice di Raggio. Letture dei canti a cura di Cristiano Scagliarini, docente al liceo classico Visconti e spiegazione dei vini di Corrado Bottai, della Tenuta Le Velette di Orvieto. L’evento inizierà alle 21.

PINCIANO: LA FONTANA DELLA MATERNITÀ DI FRANCESCO COCCIA

Fontana della MaternitàLa Fontana della Maternità si trova nel Quartiere Pinciano, esattamente all’angolo tra via Giovanni Antonelli, via Eustachio Manfredi e via Domenico Chelini. Essa è composta da una vasca allungata e bassa sopra la quale si erge un grande altorilievo raffigurante diverse figure umane che rappresentano la maternità e la famiglia. L’opera è stata realizzata in travertino nel 1936 dallo scultore Francesco Coccia (tra le sue opere, importante è il gruppo scultoreo presso le Fosse Ardeatine).