ISTITUTO GIAPPONESE: PREMIAZIONE DEL CONCORSO DI HAIKU

 untitledCome da tradizione, l’Istituto Giapponese di Cultura ospita nella sede di via Gramsci la cerimonia di premiazione del concorso di haiku più famoso d’Italia. La giuria, composta da docenti universitari e di scuola secondaria, e da Maria Luisa Di Iorio di Edizioni Empiria, premierà partecipanti singoli e scuole. L’evento avrà luogo giovedì 27 settembre alle ore 16.

QUANDO GABRIELE D’ANNUNZIO PARLAVA DI VILLA ALBANI

villa albaniVilla Albani è citata ne “Il Piacere” di Gabriele D’Annunzio: “una villa, come quella d‘Alessandro Albani, dove i bussi profondi, il granito rosso d’Oriente, il marmo bianco di Luni, le statue della Grecia, le pitture del Rinascimento, le memorie stesse del luogo componessero un incanto intorno a un qualche suo superbo amore.” (pag.19) e
“la Villa Albani, fredda e muta come un chiostro, selva di marmi effigiati e museo di bussi centenarii, ove dai vestibili e dai portici, per mezzo alle colonne di granito, le cariatidi e le erme, simboli d’immobilità, contemplano l’immutabile simetria del verde;” (pag.43). Fonte: Roma2pass

AUDITORIUM/1: CONCERTO PER L’OSPEDALE BAMBINO GESÙ

isabella ambrosiniStasera alle ore 20, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium, Isabella Ambrosini dirigerà l’Orchestra Roma Sinfonica ed il Coro Roma Tre nel Gala Operistico a favore dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù realizzato dall’Associazione Culturale InCanto in collaborazione con l’Opera del Teatro Nazionale Slovacco, l’Ambasciata e l’Istituto di Cultura Slovacchi a Roma, e con il supporto del Ministero delle Finanze della Repubblica Slovacca. Agli affermati solisti del Teatro dell’Opera di Bratislava, i tenori Tomáš Juhás e Miroslav Dvorský, il baritono Daniel Čapkovič, e il basso Štefan Kocán, si affiancheranno i soprani Sara Cortolezzis, Erica Realino, Emilia Diako, assieme al baritono Alessio Quaresima Escobar, selezionati dal M° Ambrosini e dal M° Dvorsky  nell’ambito del Progetto Rassegna Nuove Voci della Lirica-III Edizione, finalizzato alla promozione dei giovani talenti della lirica provenienti da tutti il mondo in Italia, e italiani nel mondo: questo eccezionale cast vocale interpreterà le arie e i pezzi d’assieme delle opere più celebri e apprezzate dal pubblico di Mozart, Rossini, Donizetti, Verdi, Dvorak, Massenet, Puccini e Mascagni.

VIA ALDROVANDI: QUANDO IL MUSEO DI ZOOLOGIA ERA…

ristorante giardino zoologico rerum3L’edificio del Ristorante del Giardino Zoologico si trova in via Ulisse Aldrovandi, nel Quartiere Pinciano ed oggi ospita il Museo Civico di Zoologia. Il progetto del Giardino Zoologico di Roma di Carl Hagembeck del 1908 prevedeva un grande ristorante annesso al complesso, che permettesse ai visitatori di mangiare o di sedersi a prendere un caffè. Il luogo prescelto era l’area ad Est su un crinale in salita che confinava con i terreni del Seminario Romano, oggi Villa Taverna. A partire dal lago artificiale si aprivano due scalinate laterali che conducevano all’ampia terrazza da cui la vista spaziava verso l’intero Zoo e Villa Borghese, sulla terrazza si affacciava l’edificio del Ristorante con una lunga facciata dotata di ampie portefinestre che conducevano nella sala da pranzo. Dietro alla sala si ristorante giardino zoologico rerum1affacciava un cortile che ospitava l’Economato. Il progetto del Ristorante fu affidato all’ingegner Serafini che lo elaborò nel 1909. Si trattava di un grande edificio d’ispirazione liberty con un corpo centrale dotato di cinque grandi aperture quadrangolari al pianterreno e cinque finestre al primo piano, le tre centrali si aprivano su una lunga balconata. Sopra le due finestre laterali si innalzavano due aste ristorante giardino zoologico rerum2portabandiera su ogni lato. I corpi laterali erano costituiti da quattro grandi portefinestre su cui si apriva la Sala da pranzo. I lavori iniziarono nel 1909 e si conclusero nel novembre 1910. Quando il Giardino Zoologico fu rilevato dal Comune di Roma il ristorante fu chiuso. Nel 1930 il Conte Guido Suardi decise di costituire il Museo Civico di Zoologia, che nacque a seguito di una convenzione con l’Università di Roma nel 1932, la sede prescelta fu l’edificio dell’ex Ristorante, che venne appositamente restaurato nel 1932. Scomparvero le aste portabandiera e tutti gli elementi decorativi per lasciare spazio a semplici motivi razionalisti. Il museo fu ulteriormente ampliato nel 1936, e l’ingresso fu spostato in via Aldrovandi 18, da cui si accede anche oggi. Fonte: Rerum Romanarum

E DOMANI PEDONALIZZAZIONE DEL QUADRANTE DI PORTA PIA

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Sabato 22 settembre, per tutto il pomeriggio fino alla mezzanotte, a Porta Pia e piazza Alessandria c’è la ‘Notte Bianca’. L’iniziativa prevede la pedonalizzazione di una parte del quadrante di Porta Pia: via Alessandria da corso d’italia a piazza Alessandria, via Pagliari, via Ancona e lo stesso piazzale di Porta Pia.

“LUCI DELLA STORIA SU PORTA PIA” DAL 18 AL 23 SETTEMBRE

teloprogramma2018Dopo i successi delle precedenti edizioni, prenderà il via, dal 18 al 23 settembre, nel cortile Cinquecentesco di Porta Pia sede del Museo Storico dei Bersaglieri, la quinta edizione della rassegna “Luci della Storia su Porta Pia”. L’iniziativa, nata dalla volontà e da una idea vincente dell’ex direttore del Museo Gen. Nunzio Paolucci, curatore della rassegna, e condivisa dall’attuale direttore col. Fabrizio Biancone, è organizzata dall’Associazione Nazionale Bersaglieri (Anb) Sezione Roma Capitale, in collaborazione con il Museo Storico dei Bersaglieri e col sostegno dello Stato Maggiore dell’Esercito. La rassegna riscuote grande interesse ed entusiasmo sia tra i Bersaglieri che tra i cittadini, amanti della storia. Dall’alto valore simbolico, attraverso la musica, le voci, le immagini, i canti, la manifestazione si fa strumento di narrazione per il pubblico di un’epoca vissuta all’unisono con il tricolore. L’edizione che sta per iniziare vedrà esibirsi, oltre alla consueta e prestigiosa fanfara dei Bersaglieri, le bande militari dellEsercito, della Marina Militare, dell’Arma dei Carabinieri, della Scuola Trasporti e Materiali e della Polizia Municipale di Roma Capitale, oltre alla presenza di esibizioni culturali, artistiche, liriche e corali. Continue reading

QUANDO IL BIOPARCO SI CHIAMAVA GIARDINO ZOOLOGICO

bioparco-zooL’ingresso del Bioparco si trova nel Quartiere Pinciano. Nel 1908 Carl Hagembeck redasse il progetto dell’allora Giardino Zoologico con i suoi nuovi criteri costruttivi applicati nel Tierpark di Stellingen. L’ingresso principale fu previsto lungo il nuovo viale che portava ai Parioli: avrebbe avuto due corpi laterali di forma circolare con due entrate e un’uscita, un’impostazione molto simile a quella dell’ingresso dello Zoo del Tierpark. Fu bandito nel 1908 un concorso pubblico vinto da Giulio Barluzzi, con un progetto di impostazione barocca, in omaggio all’architettura di Villa Borghese. Continue reading

ECCO I LUOGHI FREQUENTATI DA LUIGI PIRANDELLO NEL MUNICIPIO

luigi-pirandello 1936 villa Borghesedi Francesco Casale

Quanti sono i luoghi del nostro municipio frequentati da Luigi Pirandello? Roma, per lui, è senza dubbio la “città di elezione”: la sceglie come sede universitaria, e poi come luogo definitivo della sua vita. Arriva a Roma nel novembre 1887 e si iscrive alla Sapienza, alla facoltà di Lettere. Negli anni successivi lo vediamo nella zona Porta Pia-Nomentana, a via Alessandria 129; poi in via Mario Pagano 4, poi ancora in via Torlonia 10 (al Villino “Chiarini”). Nel 1920 via Torlonia viene rinominata via Bosio. Lo studio di Pirandello è all’ultimo piano ed è rimasto come allora. Non manca l’indirizzo di via Panvinio (una casa dove lo scrittore sta pochissimo, sempre in giro per il mondo), piccola traversa di via Nomentana. A via Bosio, infine, muore il 10 dicembre 1936, nella casa dove aveva ricevuto il Premio Nobel nel 1934. Alla morte dello scrittore, gli eredi donarono allo Stato tutti i beni conservati nello studio. Nel 1962, su iniziativa di Umberto Bosco, fu creato l’Istituto di studi pirandelliani e sul Teatro contemporaneo, che è sovvenzionato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma. Il museo è visitabile tutti i giorni: lunedì e martedì dalle ore 9.00 alle ore 14.00; dal mercoledì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18.00. La sede dell’Istituto di Studi Pirandelliani – Studio di Luigi Pirandello, oltre alla Biblioteca e Archivio “Luigi Pirandello”, all’Archivio “Ugo Betti” è dotata anche di una biblioteca specializzata, ad ingresso libero.

TRACCE DI STORIA TRA PORTA PINCIANA E PIAZZA FIUME

sepolcro di corneliaNell’area esterna a Porta Salaria venne raccolto un cippo di marmo con un’epigrafe databile al III secolo d. C. Tra via Tevere e via di Santa Teresa, di fronte alla quarta torre delle Mura Aureliane, fu rinvenuto un sarcofago in marmo (m. 2,17 x 0,73 x 0,05) decorato sulla fronte con un clipeo centrale in cui sono rappresentati i due coniugi. Le teste dei personaggi sono appena abbozzate ma per il defunto si riconoscono attributi del rango uomo che munge caprasenatorio. Sotto il clipeo è scolpita una scena pastorale con uomo che munge una capra e, di fronte a questo, un uomo che suona un flauto a canne. Il resto della fronte è campito con strigilature. Agli angoli del sarcofago si trovano due figure: a sinistra una figura femminile, mentre a destra una maschile in atteggiamento tipico delle rappresentazioni dei filosofi. Nella stessa zona, duranti gli scavi per la costruzione della chiesa di Santa Teresa, fu individuata una scala che, attraversando un’arenaria adibita alle sepolture, immette in una galleria cimiteriale con i loculi chiusi da tegole. Non molto distanti si trovano altri cunicoli larghi poco più di un metro. Fu possibile misurare la lunghezza di una sola galleria: m. 9,50. Nelle pareti si aprono cinque ordini di loculi e due arcosoli. Questi cunicoli potevano costituire un sistema unitari di cimitero ipogeo pagano, poiché uno dei teschi obolo di caronteaveva in bocca una moneta: il cosiddetto “obolo di Caronte”. Sempre sullo stesso lato, ma più a Nord, furono scoperti alcuni cunicoli. Il primo era largo m. 0,90, orientato in senso nord – sud, e conduceva ad altre gallerie; altri cunicoli contenevano ossa umane. Questi si trovavano alla profondità di 7 m. dal piano stradale ma, al momento della scoperta erano ostruiti di terra. Fu pertanto impossibile determinarne la direzione, la struttura e il tipo di deposizioni. Nel terreno dell’ex Stabilimento Voghera, sul lato occidentale di Via Po, poco distante da Corso d’Italia, fu raccolta una lastra di marmo con un epigrafe databile al II secolo d. C. poi riutilizzata nel III o IV secolo. All’angolo tra Via Po e il lato meridionale di Via Gregorio Allegri, a pochi passi da via Salaria, furono scoperti alcuni colombari databili dalla fine II al IV secolo d.C. Il pavimento di un colombario in opera reticolata costruito da liberti di Antonino Pio, fu distrutto per praticarvi nuove deposizioni, che si inoltravano fin sotto le sepolcro_a_dado_1_hqpareti della stanza. Le nuove sepolture erano formate da un dolio, sopra al quale si trovava un tubo di terracotta affiorante dal pavimento, sul lato meridionale, da una sepoltura simile, ma senza tubo, sul lato occidentale. Al centro della stanza, invece, si trovava, alla profondità di m. 0,90 dal piano della risega, una tomba ad inumazione coperta da tegole. L’indagine nella parte di terreno esterna alla parete del colombario mise in luce un corridoio, parallelo alla suddetta parete, che si allungava fino ad altri colombari immediatamente a Nord di questo ambiente. Il corridoio aveva il piano di calpestio di terreno battuto. Approfondito lo scavo al di sotto di tale piano, tornò alla luce un cippo di travertino murato nella parete del colombario, a sinistra della soglia. La diversità tra i nomi dei liberti ricordati quinto_sulpicio_massimo_1in questa iscrizione rispetto a quelli dei liberti menzionati nelle epigrafi interne, e la maggiore profondità del cippo rispetto alla risega delle pareti del colombario, fecero associare l’iscrizione ai defunti sepolti al di sotto del pavimento della stanza: ci fu quindi un passaggio di proprietà dell’edificio alla fine del II o all’inizio del III sec. d. C. In un’altra camera sepolcrale del medesimo complesso, databile al II sec. d. C., si individuarono restauri praticati nel IV secolo e forse in età ancora posteriore: nel piano di calpestio vennero, infatti, ricavate delle formae. Altre tre formae, orientate in senso nord ovest – sud est, furono scoperte all’angolo tra via Jacopo Peri e via Gregorio Allegri. Le sepolture avevano le dimensioni di m. 2,00 x 0,45 ed erano divise da muri in opera vittata. In una delle formae pi1-Sepolcreto-Salario-300x207era murata l’iscrizione con il nome del defunto, C. Rocius Magnus. A m. 4,00 di profondità dal piano di via Pinciana, di fronte all’imbocco di via Gregorio Allegri, fu individuato il cubicolo di una catacomba con volta a crociera. Questo è scavato nel tufo ed è decorato con rappresentazioni di temi cristiani dipinti direttamente sulla roccia senza strato preparatorio. Un ambulacro collega il cubicolo con altre gallerie, ma non si può capire in quale direzione si estendano, poiché, già al momento della scoperta avvenuta nel 1913, il corridoio suddetto era ostruito da terra.

PRESENTAZIONE DELL’ATLANTE LETTERARIO DI VILLA BORGHESE

atlante letterarioL’Atlante Letterario di Villa Borghese dell’architetto Fabrizio Bramerini (con prefazioni di Alberta Campitelli, la maggiore esperta di Villa Borghese, e dell’urbanista Valter Fabietti) sarà al centro di un incontro ospitato proprio a Villa Borghese nell’ambito di La Conserva della Neve/Mostra annuale di vivai collezionisti (il 14, 15 e 16 al Parco dei Daini). Del libro parleranno Bramerini e Campitelli venerdì 14 settembre alle 17,30 nel Padiglione delle conferenze Makhzen – Campo di gioco. Il Parco Storico più famoso di Roma e forse d’Italia è un luogo reale e bellissimo. Ma è anche il set di tante scene immaginarie descritte da grandi autori in libri famosi e meno noti: da Moravia ad Ammaniti, da Palazzeschi a Moccia, da Pasolini a Pavese e Veltroni… L’Atlante di Bramerini è la raccolta ragionata di 300 tra le più belle citazioni tratte da 200 romanzi o racconti di 150 autori, divise nei 14 luoghi più noti della Villa e dei suoi dintorni (Piazza di Siena, lo Zoo, il Pincio…) e classificate secondo 8 diverse tipologie (amore, follia, svago, natura…).

NOMENTANO: ISCRIZIONE GRATIS ALL’ISTITUTO D’ANNUNZIO

IstitutoGabrieleD'Annunzio(13)_1Per affrontare il percorso scolastico in un ambiente sereno, capace di trasmettere un’adeguata formazione dalle medie fino alle superiori, da cinquant’anni un nome di riferimento è quello dell’Istituto Gabriele D’Annunzio. Quest’anno, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’apertura dell’Istituto, viene regalata agli studenti che si iscriveranno presso l’istituto, entro il 30 settembre, la tassa di iscrizione.  La sede si trova al Nomentano, in via Onofrio Panvinio 11/13, nella residenza storica di Luigi Pirandello. L’istituto vanta una lunga esperienza nel settore di corsi regolari e di recupero nella scuola primaria di primo e secondo grado (Liceo Classico,  Scientifico e Linguistico, Liceo Scientifico Sportivo e Liceo delle Scienze Umane, Istituto Tecnico Commerciale, Istituto Amministrativo Finanza e Marketing).

TEATRO ARCOBALENO, AL VIA GLI ABBONAMENTI

TEATRO ARCOBALENOAl Teatro Arcobaleno di via Francesco Redi  la vendita dei biglietti e degli abbonamenti partirà da domani, lunedì 10 settembre. L’abbonamento può essere: libero (valido tutti i giorni) –  fisso (valido ven. sab. e dom. della 1ª settimana). La Stagione 2018/19 prevede 14 appuntamenti da non perdere. Si comincia il 4 ottobre con “Lo strano paese dei campanelli”, per finire a maggio con “Orlando Furioso”.

PIAZZA EUCLIDE: UNA CURIOSITÀ SULLA CHIESA DEL SACRO CUORE

piazza euclideUna curiosità: la chiesa del Sacro Cuore di Maria a #piazza Euclide, inaugurata nel 1952, se fosse stata completata con la cupola gigantesca progettata da #armandobrasini nel 1923 , sarebbe più alta dei colli intorno. La costruzione della chiesa iniziò grazie a donazioni della comunità italiana canadese. L’architetto Brasini le diede una pianta a croce greca inscritta in un circolo e una elaborata facciata. Nel tempo il progetto subì numerose varianti, soprattutto a causa dell’elevato costo dei materiali che indusse Brasini a semplificarne le forme. Nel 1936 la cripta fu consacrata e affidata alla congregazione dei “Missionari figli del Sacro Cuore Immacolato di Maria”. Nel 1951 venne terminato il tamburo, che ha sostituito la grande cupola prevista dal progetto, ma mai realizzata. A fianco della chiesa fu invece edificato un ampio fabbricato multipiano, destinato agli uffici parrocchiali e ad offrire ricovero ai sacerdoti dell’ordine di S. Antonio Maria Claret. Foto: @lidiabellucci

VILLA PONIATOWSKI, UNA STORIA LUNGA PARECCHI SECOLI

LA VILLA IN UN INCISIONE DI VASI DEL 1761Il complesso degli edifici che compongono la Villa Poniatowski nel quartiere Flaminio fa parte di una vasta tenuta, estesa dalla via Flaminia e adiacente alla via di Villa Giulia. La Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Etruria meridionale, che ha sede proprio a Villa Giulia, promosse il recupero del vasto complesso nell’ambito dei più vasti piani di recupero via_Flaminia_-_Palazzetto_di_Pio_IV_e_fontana_1701_1000882previsti dal “Giubileo 2000” e per “Roma Capitale”, proponendone la sistemazione museale come estensione del Museo presente nella Villa Giulia stessa. Gli edifici oggetto dell’intervento di séguito illustrato comprendono gli annessi alla Villa vera e propria e cioè gli ex Studi Artistici e le ex Concerie Riganti. Villa Poniatowski nel corso dei secoli ha subìto variazioni di confini e di proprietari. Dopo il 1570 il VILLA PONIATOWSKICardinale Pier Donato Cesi acquistò la proprietà che già nel 1581 fu descritta da Michel de Montaigne come una delle ville più belle di Roma. Risale al 1683 un’incisione di G. F. Venturini, che mostra una veduta della Villa detta dei Borromeo, per via del fatto che il Cardinale Federico Borromeo fosse figlio di Giulio Cesare, marito di Giovanna Cesi. Nel 1702 la Villa fu ceduta dai PIAZZALE VILLA GIULIACesi ai Sinibaldi che, dopo averla fatta trasformare in forme barocche, nel 1798 la vendettero ai Candelori. Nel 1800 la proprietà passò dai Candelori a Stanislao Poniatowski, il quale la fece trasformare dal Valadier, per poi a sua volta cederla nel 1826 all’inglese Richard Sykes. Alcuni elementi del VILLA GIULIAprogetto del Valadier si ritrovano forse nella veduta di Parboni che è coeva perché eseguita nel 1818. Dopo il 1826 la Villa cambiò più volte di proprietà, fino a quando nel 1871 entrò in possesso della famiglia Riganti. Questi ultimi ne proseguirono lo smembramento fino a che, nel 1989, la Villa passò allo Stato insieme alla Conceria, ma priva del terreno adiacente, venduto negli anni precedenti allo scopo di ampliare e migliorare le attrezzature del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

I QUATTRO SECOLI DI VILLA TORLONIA

Molti conoscono Villa Torlonia per la sua storia più recente, legata anche al fatto di essere stata dimora di Benito Mussolini, ma la sua nascita avviene ben tre secoli prima. Nel 1673 un primo nucleo dell’attuale villa fu acquistato da Benedetto Pamphilj, che la rese una dimora elegante. Nel 1762 la proprietà passò al cardinale Girolamo Colonna, che l’ampliò acquistando i terreni confinanti (il Giardino Lana e la Vigna Abbati), fino al 1797, quando il suo erede, Filippo Colonna, non vendette la proprietà a Giovanni Torlonia, figlio di Marino Tourlony. Continue reading

TEATRO ARCOBALENO: QUANDO SI GIRAVA “UN AMERICANO A ROMA”

original-film-title-un-americano-a-roma-english-title-un-americano-a-roma-film-director-steno-year-1954-stars-alberto-sordi-maria-pia-casilio-credit-eIl Teatro Arcobaleno si trova in una zona centrale ed elegante di Roma, alle spalle di Villa Torlonia. Nato negli anni ‘30, ha vissuto alterne vicende: da teatro di varietà a sede dello storico laboratorio di arti sceniche di Gigi Proietti, a cinema d’essai. Proprio il cinema lo ha immortalato nella celebre scena di ”Un americano a Roma”, nella quale Alberto Sordi dirige un pittoresco gruppo di ballerine. Oggi il Teatro Arcobaleno è la casa del Classico, da quando nel 2001 Vincenzo Zingaro lo ha completamente ristrutturato, inaugurandolo come Centro Stabile del Classico.