PIAZZALE DELLE PROVINCE, COME ERA NEGLI ANNI CINQUANTA

L’immagine in rigoroso bianco/nero è piazzale delle Province nei primi anni Cinquanta: si possono vedere una cosiddetta 8 finestrini con rimorchio sulla linea 8, alla fermata. Sullo sfondo un autobus al capolinea dalla D rossa, in partenza per viale Pinturicchio. L’altra foto fa naturalmente riferimento ai giorni nostri.

IL QUARTIERE PARIOLI UN SECOLO FA (E OGGI)

Incantevole immagine del quartiere Parioli databile intorno al 1910. Gli edifici esistenti sono solo una trentina e tutto intorno, ancora libere, le colline di quello che diventerà il secondo quartiere di Roma. Lo slargo sulla destra è piazza Pitagora, la strada in primo piano davanti ai palazzi è viale Bruno Buozzi, mentre quella che gli passa dietro è via Antonio Bertoloni. In basso si riconosce un parte del corpo principale di Villa Taverna, oggi residenza dell’ambasciatore americano. Il toponimo Parioli sembra derivi da “peraioli” vista la presenza di coltivazioni di peri sulle colline. Nell’altra foto, i Parioli oggi. Fonte: romaierioggi.it

CORSI BASE DI FOTOGRAFIA DIGITALE IN VIA FRANCESCO SIACCI

unnamedA “Parioli Fotografia”, in via Siacci, a metà ottobre iniziano i corsi base di fotografia digitale. Il corso dura due mesi (8 settimane) / dieci lezioni di 1 ora e 30 minuti / 8 incontri  a studio + 2 uscite fotografiche / costo  €250. La frequenza del corso è di una volta a settimana, da scegliere tra una serie di giorni (non  è  necessario rispettare il giorno scelto, si può  essere presenti quando si vuole, basta esserci una volta a settimana). Parioli_Fotografia, via Francesco Siacci, 2/c (vicino piazza Pitagora) tel. 068075666 / 3397781836 www.pariolifotografia.it

VIALE PILSUDSKI: IN UN CASSONETTO TROVATI I RESTI DI UN CORPO UMANO

VIALE PILDSUSKIOrrore a due passi da piazza Euclide. All’interno di un cassonetto per l’immondizia sono stati trovati i resti di un cadavere sezionato: due gambe probabilmente tagliate con una sega e poi occultate nel contenitore di metallo. Il ritrovamento agghiacciante l’ha fatto una ragazza, ieri sera, su un tratto di viale Maresciallo Pilsudski, all’altezza di Villa Glori. La giovane è stata colta da malore quando ha realizzato cosa c’era nel cassonetto ed ha dato subito l’allarme. Continue reading

GLOBE THEATRE: “SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE”

GLOBE THEATRENon è agosto al Silvano Toti Globe Theatre senza la rappresentazione del Sogno di una notte di mezza estate. Come da tradizione è tornato anche in questa edizione lo spettacolo per eccellenza dell’ovale di Villa Borghese nella regia del compianto Riccardo Cavallo e nella traduzione di Simonetta Traversetti. Ogni sera, fino a domenica 20 agosto, la commedia più celebre di William Shakespeare allieterà le serate del pubblico con i suoi intrecci, i suoi scambi e le sue caratterizzazioni linguistiche.

LA SAPIENZA MIGLIOR ATENEO ITALIANO, DICONO A SHANGHAI

la sapienzaIl ranking universitario di Shanghai, ormai noto come la classifica di Ferragosto, e comunque uno dei tre report più letti sui migliori atenei del mondo (gli altri sono i britannici Times Higher e Qs), ribadisce che anche nel 2016 la Sapienza di Roma è la più stimabile tra le università italiana. È il secondo anno consecutivo, ma nel 2014 Sapienza era soltanto quinta. La classifica di Shanghai, poi, scopre LA SAPIENZAPadova secondo ateneo nel nostro Paese (era il terzo sia nel 2014 che nel 2015) e certifica la forte ascesa del Politecnico di Milano, solo settimo nel 2014, sesto nel 2015 e ora in terza posizione. Si chiama Arwu, acronimo di Academic ranking of world universities, lo stila la Jiao Tong University di Shanghai dal 2003 ed è la-sapienza[1]una classifica pionieristica seguita con fedeltà dagli studenti del Sud-Est asiatico. Premia i migliori 500 atenei del globo su 1.300 testati e 17.000 stimati. Gli indicatori presi in esame dall’Arwu sono sei: i premi internazionali meritati dagli ex studenti pesano per il 10 per cento, i premi dei ricercatori valgono invece il 20, le citazioni di pubblicazioni scientifiche in Thomson-Reuters ancora per il 20, LA SAPIENZAle pubblicazioni “Nature&science” per il 20, le pubblicazioni tecnologico-sociali sempre per il 20 per cento. Un ultimo 10 per cento viene assegnato per la produttività pro-capite. Le posizioni di testa dello “Shanghai ranking” sono saldamente nelle mani delle ricche università americane: LA SAPIENZAprima assoluta Harvard (privata), lo è da 14 anni di fila, seconda Stanford (privata), terza Berkeley-California (pubblica). Quattordici nordamericane sono nei primi sedici posti, e questo lo si ritrova in tutte le classifiche più importanti (non sempre, però, le posizioni coincidono). Il primato Usa, qui, viene insidiato solo dalle due storiche accademie inglesi: Cambridge quarta e Oxford settima, entrambe in LA SAPIENZAcrescita. Il sistema universitario italiano, seguendo i parametri di Shanghai, arretra. Nel 2014 e nel 2015 avevamo venti università tra le migliori 500, nel 2016 diciannove. Escono dalla top 500 Trieste, Genova e La Cattolica di Milano. Entrano il San Raffaele di Milano e Salerno. Ecco, Milano, cuore universitario del Paese: sale la Bicocca e precipita la Statale. Ne salgono cinque d’altronde, oltre alla Bicocca: sono Padova, il LA SAPIENZAPolitecnico di Milano, Pavia, Parma e Palermo. Ne scendono dieci, in modo precipitoso la Normale di Pisa. Dicevamo La Sapienza, la prima delle nostre, quella con più studenti iscritti. È, insieme a Padova, nel range compreso tra il 151° posto e il numero 200. Nel 2003 era settantesima. Entro le prime trecento posizioni, in quest’ordine, si trovano: Politecnico di Milano, Bologna, BIBLIOTECA LA SAPIENZAFirenze, Statale di Milano, Pisa e Torino. Sapienza è la prima in Italia, anche se in lieve calo, in tredici discipline. Nel mondo, poi, è ventitreesima in Automazione, ventiseiesima in Ingegneria aerospaziale, ventinovesima in Fisica. Il rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio, ha preso la prima università della capitale dopo la lunga e conflittuale gestione Frati. Al terzo anno di guida dice: “Sapienza conferma il LA SAPIENZAsuo prestigio nel panorama internazionale raggiungendo un risultato importante per un ateneo pubblico dai grandi numeri e con una vocazione generalista come il nostro, molto differente rispetto al modello anglosassone. La ricchezza degli ambiti disciplinari e l’eccellenza delle attività di ricerca della Sapienza sono gli elementi trainanti”. Assicura il rettore Gaudio: “Vogliamo contribuire attivamente al rilancio del Paese affinché il sistema universitario italiano, cronicamente sottofinanziato, si consolidi e possa essere un volano per la ripresa culturale ed economica che a livello europeo si sta profilando. Se si decidesse di investire sulla ricerca, sui giovani e sulla formazione superiore, d’altronde, i risultati ottenuti nei ranking internazionali sarebbero ancora migliori”. Fonte: la Repubblica

CORSO D’ITALIA: E GLI INTERVENTI PER RIMUOVERE LE FOGLIE?

CORSO D'ITALIACORSO D'ITALIA2La sindaca Raggi aveva promesso la rimozione del fogliame nei vari quadranti cittadini. E nel municipio secondo in viale Parioli, via Tiburtina, via del Tintoretto. E ulteriori interventi sui lungotevere Flaminio, su via Nomentana, nel tratto tra Porta Pia e piazza Sempione. Qui a corso d’Italia di interventi neppure l’ombra e le foglie aspettano la prossima pioggia per intasare tombini e caditoie.

TRACCE DI STORIA TRA PORTA PINCIANA E PIAZZA FIUME

sepolcro di corneliaNell’area esterna a Porta Salaria venne raccolto un cippo di marmo con un’epigrafe databile al III secolo d. C. Tra via Tevere e via di Santa Teresa, di fronte alla quarta torre delle Mura Aureliane, fu rinvenuto un sarcofago in marmo (m. 2,17 x 0,73 x 0,05) decorato sulla fronte con un clipeo centrale in cui sono rappresentati i due coniugi. Le teste dei personaggi sono appena abbozzate ma per il defunto si riconoscono attributi del rango uomo che munge caprasenatorio. Sotto il clipeo è scolpita una scena pastorale con uomo che munge una capra e, di fronte a questo, un uomo che suona un flauto a canne. Il resto della fronte è campito con strigilature. Agli angoli del sarcofago si trovano due figure: a sinistra una figura femminile, mentre a destra una maschile in atteggiamento tipico delle rappresentazioni dei filosofi. Nella stessa zona, duranti gli scavi per la costruzione della chiesa di Santa Teresa, fu individuata una scala che, attraversando un’arenaria adibita alle sepolture, immette in una galleria cimiteriale con i loculi chiusi da tegole. Non molto distanti si trovano altri cunicoli larghi poco più di un metro. Fu possibile misurare la lunghezza di una sola galleria: m. 9,50. Nelle pareti si aprono cinque ordini di loculi e due arcosoli. Questi cunicoli potevano costituire un sistema unitari di cimitero ipogeo pagano, poiché uno dei teschi obolo di caronteaveva in bocca una moneta: il cosiddetto “obolo di Caronte”. Sempre sullo stesso lato, ma più a Nord, furono scoperti alcuni cunicoli. Il primo era largo m. 0,90, orientato in senso nord – sud, e conduceva ad altre gallerie; altri cunicoli contenevano ossa umane. Questi si trovavano alla profondità di 7 m. dal piano stradale ma, al momento della scoperta erano ostruiti di terra. Fu pertanto impossibile determinarne la direzione, la struttura e il tipo di deposizioni. Nel terreno dell’ex Stabilimento Voghera, sul lato occidentale di Via Po, poco distante da Corso d’Italia, fu raccolta una lastra di marmo con un epigrafe databile al II secolo d. C. poi riutilizzata nel III o IV secolo. All’angolo tra Via Po e il lato meridionale di Via Gregorio Allegri, a pochi passi da via Salaria, furono scoperti alcuni colombari databili dalla fine II al IV secolo d.C. Il pavimento di un colombario in opera reticolata costruito da liberti di Antonino Pio, fu distrutto per praticarvi nuove deposizioni, che si inoltravano fin sotto le sepolcro_a_dado_1_hqpareti della stanza. Le nuove sepolture erano formate da un dolio, sopra al quale si trovava un tubo di terracotta affiorante dal pavimento, sul lato meridionale, da una sepoltura simile, ma senza tubo, sul lato occidentale. Al centro della stanza, invece, si trovava, alla profondità di m. 0,90 dal piano della risega, una tomba ad inumazione coperta da tegole. L’indagine nella parte di terreno esterna alla parete del colombario mise in luce un corridoio, parallelo alla suddetta parete, che si allungava fino ad altri colombari immediatamente a Nord di questo ambiente. Il corridoio aveva il piano di calpestio di terreno battuto. Approfondito lo scavo al di sotto di tale piano, tornò alla luce un cippo di travertino murato nella parete del colombario, a sinistra della soglia. La diversità tra i nomi dei liberti ricordati quinto_sulpicio_massimo_1in questa iscrizione rispetto a quelli dei liberti menzionati nelle epigrafi interne, e la maggiore profondità del cippo rispetto alla risega delle pareti del colombario, fecero associare l’iscrizione ai defunti sepolti al di sotto del pavimento della stanza: ci fu quindi un passaggio di proprietà dell’edificio alla fine del II o all’inizio del III sec. d. C. In un’altra camera sepolcrale del medesimo complesso, databile al II sec. d. C., si individuarono restauri praticati nel IV secolo e forse in età ancora posteriore: nel piano di calpestio vennero, infatti, ricavate delle formae. Altre tre formae, orientate in senso nord ovest – sud est, furono scoperte all’angolo tra via Jacopo Peri e via Gregorio Allegri. Le sepolture avevano le dimensioni di m. 2,00 x 0,45 ed erano divise da muri in opera vittata. In una delle formae pi1-Sepolcreto-Salario-300x207era murata l’iscrizione con il nome del defunto, C. Rocius Magnus. A m. 4,00 di profondità dal piano di via Pinciana, di fronte all’imbocco di via Gregorio Allegri, fu individuato il cubicolo di una catacomba con volta a crociera. Questo è scavato nel tufo ed è decorato con rappresentazioni di temi cristiani dipinti direttamente sulla roccia senza strato preparatorio. Un ambulacro collega il cubicolo con altre gallerie, ma non si può capire in quale direzione si estendano, poiché, già al momento della scoperta avvenuta nel 1913, il corridoio suddetto era ostruito da terra.

AL GLOBE THEATRE TORNA “IL MERCANTE DI VENEZIA”

IL MERCANTE DI VENEZIADopo il successo della passata edizione torna anche quest’anno sul palco del Silvano Toti Globe Theatre l’opera di William Shakespeare “Il Mercante di Venezia” tradotto e diretto da Loredana Scaramella. Da giovedì 24 agosto fino al 10 settembre (con le eccezioni del 28 agosto e del 4 settembre) le mitiche figure di Shylock, del mercante Antonio, di Bassanio e delle sua amata Porzia animeranno il palco dell’ovale di Villa Borghese con le intricate vicende ambientate tra Venezia e Belmonte. Durante le soste di lunedì 28 agosto e lunedì 4 settembre tornerà in scena lo spettacolo ideato e diretto da Melania Giglio “Sonetti d’amore”, un viaggio tra i più bei versi di William Shakespeare, accompagnato da una ricca contaminazione musicale: da Marvin Gaye a Amy Winehouse, da Leonard Cohen ad Alanis Morissette.