OBIETTIVO LAZIO: STADIO FLAMINIO?

STADIO FLAMINIOParlate a un tifoso della Lazio dello «Stadio Flaminio» e vedrete spuntare la lacrimuccia. Per tanti motivi l’impianto di viale Tiziano è considerato la casa del club più antico della Capitale. E la conferma arriva dalla storia. Inaugurato nel 1911 su progetto dell’architetto Marcello Piacentini, fu ristrutturato nel 1927 e ribattezzato «Stadio del Partito Nazionale Fascista». Il 10 giugno del 1934 fu il teatro del trionfo dell’Italia nella finale mondiale contro la Cecoslovacchia. Nel dopoguerra lo stadio riprese il nome originario e, dopo il disastro di Superga, fu denominato «Stadio Torino». Nel 1953 fu dismesso e, nel 1957, demolito per costruire sulla stessa area il futuro «Stadio Flaminio», inaugurato due anni più tardi in previsione del suo utilizzo per le Olimpiadi del 1960. Continue reading

MUSEO DELLA SHOAH A VILLA TORLONIA, UN PASSO AVANTI

Avanti con la realizzazione del Museo della Shoah a Villa Torlonia. Sempre in ritardo rispetto agli annunci (gli ultimi volevano l’inaugurazione il 27 gennaio 2015 in concomitanza col settantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz) l’iter è comunque proseguito ed è arrivato, due settimane fa, all’attesa firma del contratto tra il Comune di Roma e la ditta aggiudicataria dell’appalto, la Sac Società Appalti Costruzioni, adesso formalmente museo della shoahincaricata «della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori di costruzione dell’edificio a largo Simon Wiesenthal». All’articolo 2 dell’accordo, sui tempi di realizzazione, si legge che «il contraente dovrà ultimare tutte le opere entro il termine di 600 giorni». Quasi due anni, salvo «sorprese» da parte del Consiglio di Stato che deve ancora pronunciarsi nel merito del ricorso delle aziende seconde classificate. Quindi, seppur con l’incognita di questa sentenza, il Comune ha firmato il contratto. Continue reading

MARK ZUCKERBERG ALLA LUISS: UN’ORA DI BOTTA E RISPOSTA

Scherza (su PokemonGo: «Sono andato al Colosseo non per correre, ma per cercarli»), si commuove (parlando della figlia), si dice vicino al nostro Paese (soffermandosi sul terremoto). E, dopo aver bevuto un sorso d’acqua ed essersi preso qualche secondo, Mark Zuckerberg risponde al quesito più delicato e attuale propostogli dagli studenti della Luiss di viale Romania, dove si è intrattenuto per un’ora di botta e risposta, sul ruolo di Facebook nell’industria dell’informazione. «Siamo una società di tecnologia, non una media zuckerbergcompany. Non produciamo e non modifichiamo contenuti. Mettiamo a disposizione gli strumenti per connettervi», ha dichiarato il fondatore di Facebook, esprimendo una posizione chiara sul dibattito sulle responsabilità — economiche e non — delle piattaforme che ospitano materiale giornalistico. Secondo Zuckerberg, il social network integra l’attività dei media tradizionali ma con una missione esclusivamente tecnologica e di stimolo alla condivisione di opinioni. I differenti modi per informarsi nell’era di Internet coesistono e non si sovrappongono. La piattaforma da 1,7 miliardi di iscritti, ha aggiunto, «non sostituisce l’interazione personale, ma è utile per comunicare con persone con le quali è difficile rimanere in contatto. In Europa ogni utente ha almeno 50 amici che provengono da un altro paese». Continue reading

SAN LORENZO, DAL 1° SETTEMBRE TORNA ATTIVA LA ZTL NOTTURNA

ztl a san lorenzoDa settembre a Roma saranno di nuovo in vigore le limitazioni al traffico delle ztl notturne. Dopo la consueta pausa di agosto, da giovedì 1 settembre si riaccenderanno i varchi di Trastevere e San Lorenzo, con orario dalle 21.30 alle 3. Dal giorno dopo, le telecamere a presidio delle ztl notturne torneranno a funzionare anche in centro e a Testaccio. In questo caso l’orario è dalle 23 alle 3. Poi, nel resto del mese, come sempre, le ztl notturne di Trastevere e San Lorenzo saranno in funzione dal mercoledì al sabato, le altre solo il venerdì e il sabato.

SANTA EMERENZIANA: L’ULTIMO SALUTO AD ANTONIO GRAZIANI

200032276-7b074a7a-4287-4605-bef6-6bf2125471dbParenti, amici e qualche volto dello spettacolo hanno dato l’addio nel pomeriggio di ieri ad Antonio Graziani, ristoratore morto nel terremoto di Amatrice. I funerali si sono svolti nella chiesa Sant’Emerenziana a viale Libia, a due passi dall’enoteca Graziani di cui era titolare e che era diventata un punto di riferimento per il quartiere, come hanno scritto in molti sui social network postando messaggi per il “Sor Antonio” . Grande commozione nella chiesa gremita di persone. In prima fila i due figli, Angelo e Carla, e i nipoti. “Di fronte ad eventi così inaspettati e drammatici inevitabilmente ci poniamo degli interrogativi”, ha detto il parroco, “parlando con i figli ho capito chi era Antonio: un uomo che fin da quando era ragazzo si è guadagnato la vita, passando da una piccola vineria all’enoteca. Amava la vita ed entrava in contatto con le persone senza filtri. Faceva tutto con semplicità, senza dimenticare da dove era partito”. E per salutare ‘sor Antonio’ ha voluto prendere la parola chi da 20 anni lo incontrava tutte le mattine. “Eri un punto di riferimento per tutti”, ha detto una farmacista della zona, “hai fatto di questo quartiere un piccolo paese”. Tra i presenti in chiesa anche l’attore Neri Marcorè. Fonte: la Repubblica

LE PROPOSTE CULTURALI PER IL TEATRO DI VILLA TORLONIA

teatro villa torloniaIl Dipartimento Attività Culturali e Turismo di Roma Capitale comunica che è pubblico l’”Avviso per la presentazione di proposte culturali da realizzarsi nel Teatro di Villa Torlonia nell’anno 2016”. L’Avviso Pubblico è finalizzato a favorire la partecipazione del maggior numero di operatori interessati alla realizzazione di eventi nel Teatro di Villa Torlonia. Le proposte dovranno realizzarsi entro il 31 dicembre 2016. Il termine ultimo per la presentazione delle proposte per l’annualità 2016 è fissato, a pena di esclusione, alle 12 del giorno 15/11/2016. Tutte le informazioni e il testo dell’Avviso pubblico sulle pagine del Dipartimento.

L’INESORABILE DEGRADO DI UN EX GIOIELLO: VILLA PAGANINI

VILLA PAGANINIDa gioiello restaurato da Veltroni a simbolo del degrado. È la triste e scandalosa parabola di Villa Paganini, in via Nomentana. Nel 2004, infatti, il Comune spese tre milioni di euro delle casse comunali, per tornare a far splendere l’antica Villa. Un intervento di recupero importante che venne presentato con soddisfazione dall’allora sindaco Walter Veltroni. VILLA PAGANINI 1Una meraviglia con laghetto, ninfeo e torrente in cui si specchiavano le targhe delle vie interne dedicate a italiani illustri fra i quali Massimo D’Antona, Pio La Torre, Marco Biagi, Giorgio Ambrosoli. Oggi Veltroni non è più sindaco e si dedica a realizzare film. Ecco la pellicola che l’ex primo cittadino girerebbe a Villa Paganini non avrebbe alcun lieto fine. Anzi sarebbe un documentario su come si può distruggere un’area verde nel cuore della Capitale d’Italia. Del laghetto, del ninfeo, del torrente restano solo le impronte aride e invase dai rifiuti. Alla voce “acqua” risponde ormai solo una fontanella accudita da chi porta i cani nell’area attrezzata, anch’essa malridotta e non certo per colpa dei frequentatori: il beccuccio non c’è più e l’acqua sgorga senza soluzione di continuità allagando il viale. Del verde manto erboso, che nel 2004 risultò così brillante da far pensare ai parchi londinesi, non resiste che qualche ciuffo spelacchiato spesso deturpato VILLA PAGANINI 2da rifiuti e escrementi di animali. E figuriamoci che l’assessore all’Ambiente, Dario Esposito, il giorno dell’inaugurazione spiegò che “la manutenzione dovrà essere molto accurata visto lo straordinario prato per il quale chiediamo una mano a tutti i cittadini”. Accurata? No, la manutenzione, nel corso degli anni, si è sempre ridotta fino a scomparire del tutto, come dimostra il pietoso stato di prati e di gran parte delle 80 (ottanta!) essenze storiche che erano state reimpiantate: dalle camelie alle canfore, dalle ginkobiloba ai cipressi. Difficile anche trovare un cestino per i rifiuti intero o non traboccante di immondizia. I muri sono rovinate da scritte, i cartelli e le targhe rotte o cancellate. Altro che grande bellezza di sorrentiniana memoria. Un degrado lento e quotidiano che fa rabbia a chiunque abbia un minimo a cuore Roma. Fonte: il Messaggero

1943, QUELLA TIPOGRAFIA CLANDESTINA DI VIA BASENTO

Nel 1943 c’era in via Basento 55 una tipografia clandestina. Vi si stampava “Italia libera”, il giornale del Partito d’Azione. Ne era direttore Leone Ginzburg, intellettuale coltissimo, straniero ed ebreo, che contro il fascismo organizzò e animò redazioni, case editrici e gruppi partigiani. Nel 1933, insieme a Bobbio, Pavese e Giulio Einaudi fondò la casa editrice che porta il nome di quest’ultimo. Nel seminterrato di via Basento Leone Ginzburg stava lavorando alla redazione e alla pubblicazione di “Italia Libera” quando, il 19 novembre 1943, la polizia fascista fece irruzione e lo arrestò. Morì l’anno dopo, in seguito alle torture subite nel carcere di Regina Coeli, per non aver rivelato i nomi dei suoi compagni. Ginzburg è sepolto nel cimitero del Verano.

TORNANO AL GLOBE THEATRE I “SONETTI D’AMORE”

SHAKESPEAREDopo il successo della scorsa stagione tornano al Globe Theatre i “Sonetti d’amore” con l’ideazione e la regia di Melania Giglio. Quattro personaggi daranno voce e corpo ai più bei sonetti shakespeariani: Alfonso Veneroso (William Shakespeare), Melania Giglio (la sua Musa), Sebastian Gimelli (il conte di Southampton), Francesca Mària (la dark lady). E’ prevista una ricca contaminazione musicale: da Marvin Gaye a Amy Winehouse, da Leonard Cohen ad Alanis Morissette. I “Sonetti d’amore” andranno in scena lunedì 29 agosto, lunedì 5, 19 e 26 settembre ore 21 e dall’1 al 4 settembre e dall’8 all’11 settembre ore 18.

VIA PAISIELLO: CONCORSO FOTOGRAFICO PROMOSSO DALL’IILA

logo_con_semaforoNell’ambito della XV edizione di Fotografia – Festival Internazionale di Roma, l’Iila, Istituto Italo-Latino Americano di via Paisiello lancia la nona edizione del Premio Iila-Fotografia, rivolto a fotografi emergenti latinoamericani fino ai 35 anni di età. I fotografi che intendono partecipare alla selezione dovranno inviare a premioiilafotografia@gmail.com un progetto sul tema “In periferia”. Tra le opere selezionate verrà nominato un vincitore e cinque finalisti che esporranno nell’ambito di Fotografia-Festival Internazionale di Roma nel Macro, Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Al vincitore verrà offerta una residenza di un mese a Roma nel corso della quale svilupperà un progetto fotografico su Roma e, al termine del suo soggiorno, terrà una conferenza sul processo creativo e la realizzazione del body of work nella città. Il progetto verrà presentato nel corso dell’edizione 2017 del Festival.

PIAZZA VESCOVIO, PLASTICA IN PACCHETTO DI PATATINE: LA MANGIA

PATATINEA notte fonda, complice l’insonnia, ha avuto voglia di patatine e ne ha preso un pacchetto perfettamente confezionato. Si è messo a mangiarle una dopo l’altra. Ma ad un certo punto in bocca si è ritrovato un pezzo di plastica duro che ha avuto la prontezza di non ingerire. È capitato a un uomo sulla cinquantina che risiede nei pressi di piazza di Vescovio mentre la sua famiglia è in vacanza. L’uomo, sbigottito e un po’ impaurito da quello che sarebbe potuto accadere se avesse ingoiato il pezzo di plastica, s’è rivolto ai carabinieri ai quali ha fatto una denuncia nero su bianco. È stato sequestrato anche il pezzo di plastica nero. Indaga il Nucleo Antisofisticazione dei carabinieri. A sentire gli investigatori, il pacchetto potrebbe essere stato aperto e poi richiuso da chissà chi. Ma è anche possibile che si sia trattato di un errore di lavorazione. Fonte: il Messaggero

QUANDO A VIALE XXI APRILE, SOPHIA LOREN E MARCELLO MASTROIANNI…

“Una giornata particolare”, il film di Scola che tutti conoscono, fu girato in viale XXI Aprile. Questa la storia: durante la parata di Hitler a Roma, una casalinga e un omosessuale rimangono da soli nel loro caseggiato e si incontrano. Film di grande delicatezza e sensibilità nel seguire queste due figure di emarginati dal sistema fascista (e non solo). Mastroianni e Loren sono magistrali nel far emergere le psicologie dei personaggi. La location principale, nonché unica, è probabilmente tra le più note della cinematografia romana. Ci troviamo nel monumentale condominio di viale XXI Aprile, altrimenti noto come Palazzo Federici. Al civico 29 di questo stabile Scola ambienta il film, anche se gli appartamenti dei due protagonisti sono riprodotti in studio dove venne ricostruito anche parte del palazzo e il terrazzo. L’enorme caseggiato popolare conta all’incirca 20 scale, 12 piani e contiene un grande cortile interno, un tempo a uso bottega. Scola concentra le riprese alla scala numero 6 dove al settimo piano vive Antonietta (Sophia Loren). Dirimpetto al suo appartamento c’è quello di Gabriele (Marcello Mastroianni). Ettore Scola tornerà di nuovo qui nel 1995 per girare “Romanzo di un giovane povero”. fonte: www.davinotti.com