RISPARMIO ENERGETICO: IL 24 FEBBRAIO “M’ILLUMINO DI MENO”

millumino-di-meno-2017-banner-fb2Con una memoria approvata dalla Giunta capitolina Roma Capitale aderisce a M’illumino di meno, l’iniziativa promossa dalla trasmissione Caterpillar di Rai Radio 2, giunta alla tredicesima edizione e in programma il 24 febbraio. Obiettivo, promuovere il risparmio energetico con gesti simbolici, diffondendo “l’invito a spegnere le piazze, le illuminazioni private e pubbliche”. In particolare quest’anno, oltre allo spegnimento dell’illuminazione, verrà chiesto “a tutti coloro che aderiscono di compiere un gesto di condivisione contro lo spreco di risorse, essendo dimostrato come la più grande dispersione energetica sia causata dallo spreco in tutti gli ambiti dei nostri consumi: alimentari, trasporti, comunicazione”. Percorsi ad hoc saranno, inoltre, studiati per il mondo della scuola e dell’infanzia, proponendo di immaginare un supereroe del risparmio energetico, e verso il mondo dello sport con attività di sensibilizzazione.

PIAZZALE FLAMINIO: FERMA LA FERROVIA ROMA-VITERBO

STAZIONE DI PIAZZALE FLAMINIOCompletamente ferma la ferrovia Roma-Viterbo a causa della rottura del filo di tensione alla stazione Montebello. La croce di questa mattina dei pendolari che devono raggiungere la Capitale è la linea Roma-Civita-Viterbo, i cui treni, per la perdita di tensione elettrica non circolano più dalle 8. Almeno nel tratto urbano, cioè da Flaminio a Montebello, mentre sul tratto extraurbano fino alle 8.15 il servizio è stato limitato a Riano. Sono stati attivati bus sostitutivi.

TEATRO 7 DI VIA BENEVENTO, ARRIVA LA COMMEDIA “COSE POPOLARI”

cose popolariAl Teatro 7 di via Benevento dal 28 febbraio al 19 marzo Nicola Pistoia presenta “Cose popolari” dello stesso Pistoia, Francesco Stella, Ariele Vincenti, con Francesco Stella, Ariele Vincenti, Giordana Morandini. Possedere una casa di proprietà o sostenere le spese per un affitto sono un lusso che Fabio, a causa delle precarie condizioni economiche e lavorative in cui versa, non può permettersi. E così, all’insaputa della compagna Patrizia…

TEATRODANZA ALL’AUDITORIUM

ruhr_ortDopo 23 anni, domani sera (ore 21) all’Auditorium, la coreografa Susanne Linke rielaborerà con l‘ensemble di Renegade il suo leggendario Ruhr-Ort, pièce di teatrodanza creata nel 1991 che porta sulla scena il duro lavoro dei minatori.  Oggi più di allora, il vecchio bacino della Ruhr, con le sue miniere di carbone e i suoi minatori, è Storia. Altre facce e altre persone da vedere, altre lingue e altri ritmi da sentire: di pari passo con i grandi cambiamenti nei quali la Ruhr cerca il proprio futuro, è cambiata anche la danza.

IL 26 FEBBRAIO DI LELLA E SCHUUR AL TEATRO OLIMPICO

TEATRO OLIMPICOVincitrice di ben due grammy awards: Diane Schuur, grazie alla sua imparagonabile vocalità, è unanimamente riconosciuta come stella di prima grandezza a livello internazionale. A sei anni di distanza dalla fortunata collaborazione discografica nello straordinario album a firma di Di Lella Napoli & Jazz, una produzione che ospita alcuni tra i più grandi solisti jazz del mondo (Adam Nussbaum, Dave Kikoski, Paquito D’Rivera, Tom Harrell, Bob Mintzer, Chris Potter, Alex Sipiagin, Robin Eubanks, Larry Carlton, Fabrizio Bosso), e dopo il concerto svoltosi il 28 Aprile 2014 al Parco della Musica di Roma i due artisti si riuniranno in occasione del tour italiano che si concluderà  il 26 febbraio al teatro olimpico di Roma. Il concerto, assolutamente originale, mette in evidenza sia le capacità interpretative di Diane Schuur che quelle di Gerardo Di Lella, elegante, autorevole quanto versatile arrangiatore e direttore d’orchestra di musica “extracolta” italiano.

TEATRO ARCOBALENO, “LE DONNE AL PARLAMENTO” DI ARISTOFANE

Donne al ParlamentoLa Compagnia Castalia, fino al 12 marzo 2017, porta in scena al Teatro Arcobaleno di via Redi un grande capolavoro della commedia classica: “Le donne al parlamento”, di Aristofane, con l’adattamento e la regia di Vincenzo Zingaro. Aristofane affronta temi di grande attualità: la partecipazione femminile al potere politico, la parità dei diritti, la corruzione, l’uguaglianza sociale. Quando la commedia va in scena ad Atene, nel 393 a. C., la città, sfiancata da 40 anni di guerra, è allo sbando materiale e spirituale. In questa situazione, l’autore immagina che le donne, stanche dell’inettitudine degli uomini, attuino un “colpo di stato” e assumano il potere. Una volta al governo, decidono di mettere tutto in comune, abolendo la proprietà privata e la famiglia. Tutti attingeranno in parti uguali al patrimonio collettivo, amministrato dalle donne, che avranno in comune tutti gli uomini e potranno fare figli con chiunque. Ma l’utopia protofemminista dell’eroina Prassagora, non potrà realizzarsi e, in un’esplosione di contraddizioni e comicità, il grande sogno si trasforma in un incubo grottesco.

GNAM: “UN’ONDA DI LUCE”, OPERE DI GIACOMO BALLA IN MOSTRA

gnamAllestita nei piani soppalcati del palazzo, la mostra – dal titolo “Un’onda di luce” (Galleria nazionale, via Belle Arti 131, fino al 26 marzo) – conta 32 quadri dell’artista torinese Giacomo Balla, trapiantato a Roma, più una decina di piccole opere e stampe tra cui campeggia il Manifesto del Futurismo. Salendo le scale si viene letteralmente investiti dalla luce: gnam 1complici i lucernari e l’esaltazione vitalistica del colore di opere come “Forme grido viva l’Italia”(1915) e “Futurrealtà”( 1917). Nella seconda sala si torna al divisionismo del primo decennio del ‘900 (che vede il massimo capolavoro del maestro nel polittico “Villa Borghese”, nel quale ci si imbatte all’uscita della mostra), ecco il ritratto della figlia e il look bianco e nero, quasi fotografico, del trittico “Affetti”. Le cornici diventano gnam 3parte integrante del quadro e nel caso di “Frecce della vita”, riportano tutt’attorno il titolo dell’opera. Nella “Bionbruna” (1926), donna dalla lunga collana di perle investita di fasci di luce, si percepisce il desiderio di un ritorno al figurativo, che segnò l’ultima fase del pittore morto nel 1958. L’ultima tranche di opere sono un omaggio ai paesaggi di Roma e soprattutto alla sua famiglia. Fonte: la Repubblica

GOETHE INSTITUT, A VIA SAVOIA INCONTRO SUL MONDO DIGITALE

goetheGiovedì 23 febbraio 2017, ore 16, al Goethe Institut di via Savoia “Media digitali, Connessioni e collaborazioni”, incontro con Neal Hoskins. In lingua inglese con traduzione simultanea in italiano. Ingresso libero, prenotazione non richiesta. Neal Hoskins illustrerà le ultime novità del padiglione Digital Media della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, alcune app recentemente premiate e il perché del loro successo. Spiegherà gli sviluppi del cosiddetto in-home-learning e di nuovi servizi digitali verso una nuova, fiorente industria rivolta a bambini e famiglie, ma anche il ruolo del libro stampato, che resta al centro dell’esperienza touch-screen, gettando infine uno sguardo sul connubio tra arte e tecnologia.

AUDITORIUM: “JUPITER” DI MOZART E “LOBGESANG” DI MENDELSSOHN

La Jupiter di Mozart, la Lobgesang di Mendelssohn: è il sinfonismo tedesco più stellare che attende il pubblico romano al concerto settimanale di Santa Cecilia all’Auditorium (giovedì 23 febbraio alle 19.30, venerdì 24 alle 20.30, sabato 25 alle 18). Sul podio il quarantenne spagnolo Pablo Herás-Casado, più volte a Roma nelle passate stagioni, tra i migliori della nuova generazione, sintesi ideale – per molta critica – di fuoco iberico e razionalità analitica. E se questa è la cifra del giovane direttore, la K551 di Mozart si heras_casado_d0preannuncia perfetto pane per i suoi denti. E’ l’ultimo Mozart, “disincarnato” e apollineo ma con dentro lo Sturm und Drang, il preromanticismo degli anni praghesi e un possesso della forma che dire sovrano è poco. Ultima sinfonia mozartiana, scritta nel 1788 e dunque nel periodo buio del declino economico del musicista, la Jupiter è l’emblema del rinnovato classicismo del Salisburghese, pathos che non abdica a se stesso ma neanche alla ragione, facendosi nitido cristallo che imprigiona vene laviche. Fino al macrocosmo finale, il grandioso fugato che ripercorre con slancio il secolo che s’avvicinava a conclusione, preannunciando il finale della Nona di Beethoven. A seguire la Sinfonia n. 2 “Lobgesang” per soli, coro e orchestra di Felix Mendelssohn-Bartholdy, con Weber il più mozartiano dei romantici per plasticità di temi e colori orchestrali. L’imponente “canto di lode”, scritto ed eseguito nel 1840 per il quarto centenario dell’invenzione della stampa, ispirato proprio alla Bibbia edita da Gutenberg (primo libro in assoluto a venir stampato), prevede tre parti vocali: due soprani (qui Christina Landshamer e Sabina von Walther) e un tenore (qui Daniel Behle).