IL MUNICIPIO SECONDO A FORTE RISCHIO IDROGEOLOGICO

Rischio idrogeologico nella Capitale. E in particolare nel II Municipio. Secondo i dati di Roma Capitale, in collaborazione con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), il secondo municipio a maggiore percentuale di territorio impermeabilizzato, ossia coperto con materiali impermeabili che inibiscono parzialmente o totalmente le possibilità del suolo di esplicare le proprie funzioni vitali, è il II, quello che riguarda il Trieste-Salario: 68,42%, dietro solo al I Municipio (74.38%). Un particolare, quello della situazione idrogeologica del quartiere, in merito alla mappaquestione dei parcheggi sotterranei. Ma fanno paura anche i dati di tutta la Capitale: oltre 30mila ettari (23,54%) di suolo consumato, di cui oltre il 92% è irreversibile. Un’area estesa circa 3.600 volte il Circo Massimo, in cui è stato consumato anche il 13% delle zone a massima pericolosità idraulica del quale oltre l’80% è irrecuperabile. “Il territorio va pensato come un’ecosistema – avverte l’assessore all’urbanistica Luca Montuori – Questi dati ci permettono di aggiungere nuovi tasselli per la descrizione del territorio. Alcune parti di città hanno bisogno di grandi ripensamenti, perché non possono più avere la stessa funzione con cui sono nate”. Mentre il presidente Ispra Stefano Laporta dice: “Non vogliamo lanciare allarmi o segnali negativi ma produrre una carta di dettaglio a disposizione di altre statistiche sulle aree di suolo consumato a Roma“. Fonte: Roma H24

PIÙ FONDI PER LA SICUREZZA DELLE SCUOLE DA PARTE DEL MUNICIPIO

FRANCESCA DEL BELLOIl Consiglio del Municipio II approva all’unanimità la richiesta di maggiori fondi per il progetto “Scuole sicure”. La proposta arriva da Paola Rossi, consigliera della maggioranza e presidente della commissione Politiche educative. Il documento impegna la presidente del municipio, Francesca Del Bello, a farsi promotrice con la sindaca Raggi per la richiesta di ulteriori fondi per gli istituti del territorio, al fine di impiegarli in adeguate campagne di prevenzione, volte alla formazione dei docenti e dei genitori. In accordo con il Miur, saranno poi organizzati incontri finalizzati al trattamento dei disturbi comportamentali. E, infine, sarà istituita una cabina di regia tra prefettura, ufficio scolastico regionale, Asl, forze dell’ordine e istituti, volta a comprendere la strategia migliore per contrastare la richiesta di sostanze stupefacenti tra i giovani.

STAZIONE TIBURTINA, SGOMBERATI DICIOTTO MIGRANTI

stazione tiburtinaDiciotto migranti sono stati portati via questa mattina in via Teofilo Patini, presso l’Ufficio immigrazione della Questura di Roma, in zona Tor Cervara, per l’identificazione perché trovati senza documento d’identità. Dormivano sotto la pensilina della stazione Tiburtina. La polizia è arrivata nel piazzale con i bus per prenderli e portarli via. Mentre l’Ama, l’azienda municipalizzata, “è venuta solo per buttare le coperte di chi è costretto a vivere in strada”, spiegano i volontari del Baobab, l’associazione che offre sostegno, assistenza e cura ai migranti. “Nessun altro tipo di intervento – aggiungono – è stato fatto nella zona della stazione su piazzale Spadolini”. Intanto “a Roma si muore di freddo. E i posti dell’emergenza freddo non bastano, non ci sono posti per tutti”. I volontari dell’associazione Baobab Experience attaccano: “Gli sgomberi sono più frequenti dove le marginalità sono più visibili., ma la povertà esiste anche quando non si vede. Fino a quando il problema non verrà risolto in maniera strutturale la situazione resterà sempre la stessa”. Finora dall’inizio della stagione fredda, i morti tra i senzatetto a Roma sono stati 10. Fonte: la Repubblica

COME ERAVAMO: PIAZZA FIUME

Fine anni Quaranta? Primissimi anni Cinquanta? Ne è passata, comunque, di acqua (e di traffico) sotto i ponti di Piazza Fiume. Appena un accenno di auto. Pedoni che la fanno da padroni (ancora per poco). Binari del tram, troppo presto dismessi. Fuori campo la strada con il sottopasso di là da venire. Foto in bianco e nero: il colore apparteneva soltanto allo sguardo. Fonte: Roma Sparita

MORTE NEREO: DUBBI SULLA VERSIONE DELLA DONNA

CORSO ITALIANereo era stato appena ammazzato, lanciato come un pupazzo dalla sua auto in corsa, ma chi era a bordo della macchina che l’ha investito, una Smart scura, non ha avuto pietà, ha fatto retromarcia, per evitare il cadavere, e si è recata al lavoro. C’è un primo indagato per la morte di Nereo Gino Murari il clochard colto e gentile adottato dai residenti di Porta Pia e ucciso alle prime luci dell’alba del 7 gennaio. Una presunta pirata della strada che dopo aver centrato il pedone non ha avuto cedimenti e neanche quando, dopo una settimana ininterrotta di indagini della Polizia Roma Capitale, con una scusa è stata invitata al comando per essere ascoltata e ha raccontato una verità che non convince affatto e potrebbe aprire nuovi scenari: «Ero io alla guida, ma non ho visto nulla. Mai saputo che fosse morta una persona. Perché non mi sarei dovuta fermare?». Continue reading

VIA FORLÌ: AL TEATRO DELLE MUSE IN SCENA “L’AMICO DI PAPA”

dal 29 dicembre 2018 al 10 febbraio 2019 TEATRO DELLE MUSEAl Teatro delle Muse di via Forlì, fino al 10 febbraio 2019, Wanda Pirol, Rino Santoro e Geppi Di Stasio in “L’amico di papà” di Edoardo Scarpetta, con Antonio Lubrano – Roberta Sanzò, diretta da Geppi Di Stasio. Anche l’amicizia, quando esasperata, può trasformarsi in un danno irreparabile perché viene subita invece di usufruita; e ciò fino ad insinuare il dubbio sulla buona fede dell’amico troppo affettuoso. E’ il tema centrale della divertente scarpettiana “L’Amico di papà” riscritta e ammodernata da Geppi Di Stasio.

DI SERA AL BUIO IL QUARTIERE TRIESTE, DI GIORNO INVECE…

BUIO QUARTIERE NEMORENSELa zona del quartiere Trieste di sera completamente al buio: via Nemorense, piazza Verbano, via Anapo e zone limitrofe. La cosa curiosa è che però di  mattina le luci sono risultate accese in tutta la zona, e questo fino alle ore 13. Lo denunciano su facebook diversi residenti. Ci sarà pure un risparmio in questa illuminazione a scacchiera, ma non basta chiamarsi Raggi per dare luce alle nostre strade…

QUELLA FONTANA IN VIA ANTONELLI DA CUI ZAMPILLA SMOG

fontana via antonelliIn via Giovanni Antonelli, addossata al muro perimetrale del palazzetto d’angolo con via Eustachio Manfredi, c’è una fontana che ne segue l’andamento lievemente concavo. Venne eseguita in travertino nel 1936 da Francesco Coccia, ed è costituita da una bassa vasca piuttosto allungata, a sezione rettangolare, sormontata da un complesso altorilievo raffigurante secondo alcuni «La maternità», secondo altri «La famiglia». Sul davanti il bordo della vasca risulta interrotto in due parti. Da qui l’acqua trabordava finendo in due fessure a terra con grata, anteriormente e ai lati circoscritte da un piccolo bordo in travertino. Continue reading

QUELLA CASA DI VIALE BUOZZI: TOTÒ, BAGLIONI E ALTRE STORIE

palazzina GiammarustiPalazzina Giammarusti su #vialebrunobuozzi angolo #viagramsci. All’attico ci abita Claudio Baglioni ed è stata anche l’abitazione di Totò, ma vogliamo ricordare che la palazzina è di Pietro Lombardi, il progettista delle fontanelle rionali romane. Dopo la fontana delle Anfore al Testaccio nel 1927, è lui che progetta le fontanelle rionali per i rioni Monti, Campo Marzio, S.Eustachio, Pigna, Ripa, Trastevere, Borgo Regola, Ponte, Campitelli e poi al Quartiere Tiburtino e Nomentano. Fonte: #roma2pass

AUDITORIUM/1: UNA SERATA DI DANZA SPAGNOLA

Selene MuñozStasera all’Auditorium (Sala Petrassi, ore 21) il Festival di Danza Spagnola e Flamenco presenta alcuni dei più interessanti giovani talenti, coreografi e danzatori emergenti, del nuovo ballet flamenco. Apre la serata la ballerina ispano-danese Selene Muñoz che presenta due coreografie, Eye of Night e Shake. Vincitrice di vari premi internazionali, Selene e il percussionista svedese Stephan Jarl portano da anni in tutto il mondo le loro singolari pièce in cui mescolano il neo-flamenco con ritmi e musica di culture diverse, operando con una sensibilità e uno stile che hanno garantito ai due artisti il riconoscimento internazionale. Continue reading

AUDITORIUM/2: OMAGGIO A CHICO BUARQUE DE HOLLANDA

SUSANNA STIVALIStasera, alle 21, al Teatro Studio Borgna dell’Auditorium,  omaggio a Chico Buarque De Hollanda. Caro Chico è l’ultimo progetto discografico di Susanna Stivali, una delle piu interessanti voci del panorama jazz italiano ed internazionale, registrato tra Italia e Brasile. Il progetto discografico vede, tra gli altri, la preziosa presenza di Chico Buarque stesso, Francis Hime, Jaques Morelenbaum, Rita Marcoltulli ed altri grandi musicisti italiani e brasiliani tra i quali, gli stessi che accompagnano Susanna Stivali nei concerti in Italia. I musicisti che compongono il gruppo italiano, provengono da un linguaggio variegato, ognuno, con le sue caratteristiche qui insieme a raccontare una grande passione per la poetica sfaccettata di Chico Buarque De Hollanda. La forza del progetto, cantato interamente in italiano, è nell’incontro tra due culture musicali diverse e tra  lingue diverse che si sono spesso incontrate nella musica di Chico, che conosce bene ed ama la lingua italiana. Una lingua incontra l’altra, l’una si adagia sull’altra e viceversa in una ricerca di una sonorità nuova.

VIA PERGOLESI: MANIFESTAZIONE DAVANTI ALL’AMBASCIATA ARABA

LA MANIFESTAZIONEL’Usigrai, d’intesa con la Fnsi, l’Ordine dei Giornalisti, Amnesty International Italia e Articolo21, ha organizzato ieri un presidio, alle ore 10, davanti alla sede dell’Ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma, in via Giovanni Battista Pergolesi, accanto a Villa Borghese. Hanno dato #UnCalcioAiDirittiUmani – dicono gli organizzatori –  la Lega Calcio, la Juventus e il Milan con la decisione di scendere in campo a Gedda, in Arabia Saudita, ieri sera per la Supercoppa italiana.

VILLAGGIO OLIMPICO: IL MONUMENTO CHE RICORDA PALACH

jan palachGiusto 50 anni fa Jan Palach, (era il 16 gennaio 1969) uno studente universitario cecoslovacco di 20 anni, decise di sacrificare la sua vita per richiamare l’attenzione sul dramma del suo popolo vittima della dura repressione militare sovietica, che spense la breve ma significativa esperienza di governo riformista guidato da Dubcek in uno Stato aderente al Patto di Varsavia, nota come “la Primavera di Praga”. Jan si diede fuoco, morendo per le gravissime ustioni dopo due giorni. Grazie a questo gesto estremo, Palach venne considerato dagli antisovietici un eroe ed un martire e diverse nazioni gli intitolarono strade in molte città e paesi: l’azione ebbe una forte eco anche in Italia, dove per iniziativa del giornale romano Il Tempo a fine gennaio 1969 fu indetta una raccolta fondi per erigere un monumento dedicato allo studente praghese. Grazie al successo della raccolta l’anno successivo fu inaugurata una statua dal sindaco di Roma Clelio Darida, che l’anno precedente aveva fatto parte della delegazione romana al funerale di Palach. Domenica 18 gennaio 1970, in occasione dell’inaugurazione del monumento, venne anche intitolata a Jan Palach la piazza dove fu collocata la statua (in origine piazza jan palachdella XVII Olimpiade); tra le vie del circondario che portano i nomi dei paesi partecipanti ai giochi olimpici estivi del 1960, una è intitolata alla Cecoslovacchia. Il monumento è costituito da una statua bronzea dello scultore italiano Vittorio Colbertaldo (1902-1979), su un basamento di travertino e rappresenta il giovane circondato dalle fiamme mentre alza un braccio al cielo. La forma dinamica è in sintonia con l’architettura moderna degli edifici circostanti, originariamente appartenenti al Villaggio Olimpico, costruito per i Giochi Olimpici tenutisi a Roma nel 1960. Per il monumento a Jan Palach a Roma è stata anche scritta una poesia: “Cielo luminoso e giornate roventi, solido piedistallo di pietra, Dio ha dipinto il cielo così blu, ad esso si tendono le tue braccia, tocchi il blu con le punte delle dita” (Anastáz Opasek).